Sabato 8 e Domenica 9 Settembre 2018 – In cammino con la storia – Lagazuoi

Lagazuoi

Mappa-Lagazuoi-0918_Web

Difficoltà: E (Escursionistico)

Tipologia: Storico, Escursionistico, Naturalistico

Dislivello: per chi sale in funivia: + 30 m; per chi sale a piedi: +650 m; discesa: – 650 m

Tempi di percorrenza: 3 h (circa, soste escluse) per chi sale a piedi; 2 h (circa, soste escluse) per la discesa a piedi Sentieri: sentiero della Galleria, 402, 401

Giro della Grande Guerra sul Lagazuoi

Il Lagazuoi, fin dalle prime fasi della Grande guerra, si trovava nel settore centrale della Fronte Dolomitica, la linea pressoché continua di trincee, baraccamenti e varie opere improvvisate dove si fronteggiavano, a pochi metri di distanza, l’esercito italiano e l’esercito austro-ungarico, su una linea che si estendeva tra Lavaredo, Tofane, Fanis-Lagazuoi, Col di Lana, Marmolada e il Lagorai. Fu quella dolomitica una guerra di posizione, con pochi spostamenti sul terreno. Per quasi tre anni, terribili inverni compresi, i soldati si fronteggiarono tra creste rocciose vertiginose, canaloni spaventosi, neve, valanghe, scavi, mine, con episodi di vero eroismo e temerarietà alpinistica. Se le posizioni furono sostanzialmente statiche, l’attività di retrovia fu un brulicare frenetico di operazioni e lavori impressionanti. Tutta la linea di fronte venne traforata da scavi e gallerie opera degli alpini e di truppe altamente specializzate. La maggior parte delle vittime fu dovuta alle valanghe e alle grandi deflagrazioni di mine, quali quelle al Lagazuoi, al Castelletto e al Col di Lana, tutt’altra conduzione rispetto ai massacri del Carso, degli Altipiani e del Grappa.

DESCRIZIONE Si arriva al Passo Falzarego e si prende la funivia che porta al Rifugio Lagazuoi (2752 m). Dal rifugio, accompagnati da Andrea Orsi, rievocatore storico in divisa del III Reggimento dei Tiroler Kaiserjäger perfettamente equipaggiato, si sale su ampio e facile sentiero alla brulla e piatta bancata del Lagazuoi Piccolo (2778 m). La vista dalla bella croce di cima è fantastica. Qui la guida descriverà luoghi e avvenimenti illustrando i fatti della Grande Guerra sul Monte Lagazuoi, teatro degli scontri degli eserciti italiano e austro-ungarico. Tutt’attorno i grandi gruppi dolomitici (Lagazuoi, Castelletto, Col di Lana, Marmolada), ai piedi impressionanti precipizi che si placano sulle piane erbose dei passi Falzarego e Valparola. Per la cena e il pernottamento, il gruppo dovrà dividersi tra il Rifugio Lagazuoi e il Rifugio Valparola. In alternativa alla funivia si può salire a piedi sul sentiero 402 (parte del Sentiero Italia) fino all’incrocio con il sentiero 401 da seguire verso sinistra fino al Rifugio Lagazuoi (+647 m, difficoltà EE, tempo di salita 3:00 h circa). Il secondo giorno si prende il sentiero che porta alla forcella Lagazuoi (chi dorme al Rifugio Valparola dovrà riprendere la funivia). Il primo tratto è messo in sicurezza da alcuni paletti rossi e un cavetto; si attraversa una facile cengia che porta sul cratere causato dalla mina italiana esplosa il 20 giugno 1917. Si passa tra i resti delle trincee e quindi si costeggia il bordo del cratere, fino a giungere alla porta di ingresso delle gallerie scavate nella roccia dall’esercito italiano: il sentiero della Galleria del Lagazuoi. La galleria è lunga oltre un chilometro, totalmente buia offre solo qualche feritoia sul vuoto della parete rocciosa, presenta diverse articolazioni e bivi (adeguatamente segnalati) e alcune camere con resti-ricostruzioni di postazioni, baraccamenti, ecc. All’interno delle gallerie ci sono scalinate e un utile cavo che funge da corrimano. A un certo punto si esce dalla galleria principale per la Cengia Martini, con visita guidata di circa 1:30 h. La Cengia Martini fu occupata, tra il 18 e il 19 ottobre 1915, da due plotoni di alpini per la sua posizione strategicamente importante, mentre le postazioni austro-ungariche si trovavano sulla sommità del Monte Lagazuoi. Per cacciare gli avversari da queste posizioni, fortificate e scavate nella roccia, gli austriaci fecero esplodere tre mine, la più potente delle quali, il 22 maggio 1917, fece saltare in aria una parte della parete alta 199 metri e larga 136. Nonostante ciò, gli italiani non abbandonarono la cengia. Dalla Cengia Martini, ritornati sul sentiero, in 30 min circa, si scende fino al Passo Falzarego. Nel pomeriggio del secondo giorno, prima del rientro a casa, è possibile visitare il museo della Grande guerra Forte “Tre sassi”, a Passo Valparola o il museo all’aperto delle 5 Torri (dalle Cinque Torri si snodano tracciati di camminamenti di collegamento e trincee in pietra facilmente percorribili; sono stati predisposti allestimenti scenici per dare una concreta visione della vita di guerra in trincea). Guida ineccepibile delle due giornata al Lagazuoi Lauro James Garimberti, grande conoscitore della storia e della montagna.

INFORMAZIONI UTILI

Pranzi: al sacco il primo giorno, in un punto di ristorazione al Passo Valparola il secondo giorno Orario di partenza: ore 6.00 da P.zza Unità d’Italia Novellara con mezzi propri.

Arrivo: Passo Falzarego ore 9.30

Rientro previsto: ore 20.00 della Domenica

Equipaggiamento consigliato: zaino, scarponi, giacca impermeabile, abbigliamento a strati adeguati alla stagione di media montagna, cappello, bastoncini, borraccia. Lampada frontale.

Quota Rifugio: In base alla data di iscrizione- i primi 15 iscritti Rifugio Lagazuoi € 65,00 con servizio mezza pensione – gli ulteriori iscritti fino ad un max di 15 Rifugio Passo Valparola € 65,00 con servizio mezza pensione.

Funivia Lagazuoi: A/R comitive superiori a 15 persone € 12,30 a pers. Solo andata sempre per comitive superiori a 15 persone € 8,70 a pers.

Per informazioni: Marina Davolio 333-4371857

Per prenotazioni: Graziella Calzetti 347-1657696

Quote di partecipazione: Soci CAI € 10,00 Non Soci CAI € 15,00. NB: Per i non soci CAI è necessario avere conferma entro il Mercoledì precedente la data dell’uscita per poter effettuare l’assicurazione. Oltre questo termine non sarà più possibile procedere all’iscrizione.

L’itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali, oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.

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