Primo piano

 

PRIMO CONCORSO FOTOGRAFICO copia

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Il Comune di Novellara ha accettato la richiesta della ns. Sottosezione per la realizzazione di un percorso escursionistico nelle Valli di Novellara, contiamo per fine primavera-inizio estate di poterlo inaugurare con una segnaletica di informazione e di indicazione adeguata.

In occasione dell’inaugurazione vogliamo realizzare un nuovo libro che parli con immagini e storie di questo territorio, tra i siti di importanza comunitaria (SIC) in virtù della presenza di numerose rarità botaniche e faunistiche. Il concorso intende portare alla  conoscenza la molteplicità degli elementi di interesse insiti nel suo ambiente, che non sono solo di tipo “ecologico”, ma anche storico, culturale e sociale. Le foto che parteciperanno al concorso saranno in buona parte utilizzate per la pubblicazione del libro.

 

REGOLAMENTO-ISCRIZIONE AL CONCORSO

 

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Articolo pubblicato su “Filodiretto”

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L’articolo pubblicato il 5 Maggio 2015 su Prima Pagina Reggio, relativo al Primo Concorso Fotografico “Andar per le Valli – La bellezza dei suoi paesaggi”.

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27-28 Agosto 2016

Gruppo Adamello e Presanella (TN)

Carè Alto – Corno di Cavento

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TREKKING : dal parcheggio in località Pian di Sega Val Borzago 1.260 mt / Rrifugio Carè Alto  2.459 mt /  Corno di Cavento  3.406m  / ritorno sullo stesso percorso

 Difficoltà :   EE / EEA

Dislivello : 1° giorno   1.200 mt in salita

                   2° giorno   950 mt in salita   2.100 mt in discesa

Tempi di percorrenza: 1° giorno 4 h

2° giorno 9 h circa

Sentieri : Segnaletica CAI nr 213—215

Cartografia Kompass 638   Adamello Val di Fumo – Val di Genova 1:25000

 L’escursione si svolge in una delle zone dove si sono combattute aspre battaglie durante la “ Guerra Bianca”, con la conquista alternata del monte Cavento da parte dei soldati italiani e austriaci.

Il panorama durante la salita è spettacolare verso il monte Carè Alto, i Denti di Folletto e le Gobbe del Folletto, tutte fanno parte del gruppo dell’ Adamello, mentre dalla cima lo sguardo spazia aperto verso le montagne del Trentino e di tutta la catena centrale delle Alpi.

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1° GIORNO

Ritrovo al piazzale del supermercato Coop di Spiazzo Rendena, per trasferirsi in auto lungo la Val Borzago fino alla località Pian della Sega 1.260 mt, punto di partenza in salita sul sentiero nr 213 che inizialmente percorre una vecchia mulattiera fino alla Malga Coel di Pelago. In seguito si guadagna quota passando in un bosco di Ontani fino a uscire dalla vegetazione per poter cominciare ad apprezzare la vista sulle montagne della Val Rendena, proseguendo sempre in salita per lo stesso sentiero si arriva al rifugio Carè Alto  2.459m dedicato a Dante Ongari ,noto studioso di queste montagne, dove si pernotta. 

2° GIORNO    

Partendo dal rifugio di buon ora si inizia il percorso con una breve discesa su una scala in pietra costruita durante la prima Guerra Mondiale per poi cominciare a salire seguendo il segnavia nr 215. Si superano una serie di torrenti e grazie a delle funi metalliche si passa anche il più impetuoso Rio Bedù e si prosegue fino alla Sella di Niscli 2878 mt. Successivamente si procede in cordata sulla vedretta di Lares, con vista ravvicinata sulla cima Presanella e sulle Dolomiti di Brenta, si prosegue fino a raggiungere la parte rocciosa , qui si tolgono i ramponi e si procede su facili rocce sino a raggiungere la cima del Corno di Cavento  3406m, con visita alla galleria scavata nella roccia adibita a ricovero per il presidio della cima nel periodo della Grande Guerra; la galleria riportata alla luce nel 2010 conserva preziosa memoria della nostra storia.

La discesa si svolge a ritroso sullo stesso percorso della salita.

 INFORMAZIONI UTILI

Per tutta l’escursione saremo accompagnati da una Guida Alpina qualificata.

Abbigliamento: è richiesto un abbigliamento di alta montagna, scarponi, zaino, bastoncini con rondelle, capo pesante, giacca impermeabile, lampada frontale, cappello invernale ed estivo, occhiali, guanti, boraccia, crema da sole protettiva, sacco lenzuolo, e il necessario intimo per una notte, imbragatura, picozza, ramponi

( chi non è in possesso del materiale tecnico deve comunicarlo, che la guida provvederà a procurarla).

 Pranzo al sacco per i 2 giorni

 Pernottamento: al rifugio Carè Alto con servizio di mezza pensione.

 Prezzo:  IL costo è di  € 175,00 comprensivo di accompagnamento Guide Alpine e mezza pensione al rifugio (bevande escluse).

 Quota di partecipazione: soci CAI €10,00   Non soci CAI € 15,00

Per i non soci CAI è necessario avere conferma entro il mercoledì precedente la data dell’uscita per poter effettuare l’ assicurazione. Oltre questo termine non sarà più possibile procedere all’ inscrizione.

 Orario di partenza : 6,30 da Piazza Unita d’Italia Novellara con mezzi propri

Arrivo: 9,30  piazzale supermercato Coop di Spiazzo Rendena

Rientro previsto: ore 21,00 della domenica

 Per informazioni: Fabio Freddi   348-7363269

Per prenotazioni: Graziella Calzetti  347-1657696

 L’intinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali, oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.     

 

 

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4 Settembre 2016

Val di Non (TN)

Giro delle Malghe delle Maddalene

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La catena delle Maddalene è un gruppo montuoso che si trova fra il Trentino e l’Alto Adige al confine fra la Val di Non, la Val di Rabbi e la Val d’Ultimo. Il nome della catena trae origine dal mondo dell’agricoltura, in passato era abitudine indicare con questo termine alcune località della catena montuosa dove si era soliti iniziare a falciare l’erba non prima del 22 Luglio, giorno di commemorazione di Santa Maria Maddalena.

Si raggiunge Proves in Val di Non e si segue la strada provinciale per la Val d’Ultimo. Lasciamo le macchine nel parcheggio, a quota 1.680 mt, prima delle gallerie, seguiamo il sentiero che oltrepassa la strada e inizia a salire nel bosco lungo una comoda strada forestale che in circa 20 minuti conduce alla malga Cloz.

Presso tutte le malghe che incontreremo ci sono tantissimi animali al pascolo (mucche, cavalli, asinelli).

Sul retro dell’edificio si stacca un altro sentiero abbastanza ripido che marcia verso la cima del Cornicolo, questo è il pezzo più duro della giornata e il panorama ci ripagherà della fatica.

Il malghetto di Cloz a quota 1.890 mt  si raggiunge in altri 15-20 minuti.

Raggiungiamo un bivio e teniamo la sinistra in direzione di Malga Kessel di Sopra.

Mentre si cammina nel bosco si aprono degli scorci davvero panoramici e la vista spazia dalle montagne di Trento a quelle più distanti delle Dolomiti.

Malga Kessel di Sopra a quota 1.917 mt, che si trova nel punto più elevato dell’escursione, si raggiunge in circa 1 h dal malghetto di Cloz.

Da malga Kessel di Sopra si gode di un bellissimo panorama a 360° sulle montagne circostanti.

La discesa la affronteremo su una comoda forestale che con qualche tornante raggiunge in circa 20 minuti Malga Kessel di Sotto.

Si prosegue sul sentiero e successivamente incontreremo Malga Revò a quota 1.740 mt  e Malga Cloz a quota 1.730 mt.

Da qui si rientra al parcheggio sulla strada forestale percorsa all’andata.

Informazioni Utili

Difficoltà: E (escursionistico), facile adatto alle famiglie no passeggino

Dislivello:  +240 m

Tempo di percorrenza: 3 h

Pranzo: al sacco o presso tutte le Malghe.

Ritrovo: ore 6.30 c/o parcheggio Conad Novellara lato distributore dell’acqua.

Partenza: ore 6.45 con mezzi propri.

Rientro  previsto:  per le ore 19.30.

Abbigliamento: è richiesto un abbigliamento adatto ad un’escursione di media quota: zaino, scarponcini da montagna, bastoncini telescopici, capo pesante, giacca impermeabile o k-way, cappello, occhiali, borraccia piena, ricambio da lasciare in auto.

Per informazioni: Rita Bartoli  348-0343459

Per prenotazioni: Graziella Calzetti 347-1657696

Quota di partecipazione: Soci CAI € 5,00  Non soci CAI € 10,00 Bambini gratuito.

Per i non soci CAI è necessario avere conferma entro il Mercoledì precedente la data dell’uscita per poter effettuare l’assicurazione. Oltre questo termine non sarà più possibile procedere all’ iscrizione.

L’ itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali,oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.

 

 

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10-11 Settembre 2016

Via Ferrata Oliva Detassis

Via Ferrata Bocchette centrali

Bocchette_WebDifficoltà: EEA.

È richiesta conoscenza del movimento su  ferrata e l’uso dell’impianto.

INFORMAZIONI UTILI

Equipaggiamento obbligatorio: scarponcini da escursionismo o arrampicata, casco, imbrago, impianto da ferrata, giacca; acqua e cibo per i pranzi al sacco, sacco lenzuolo per il pernottamento in rifugio.

Equipaggiamento consigliato: guanti da ferrata, occhiali da sole.

Orario di ritrovo e partenza: ore 6.00 P.zza Unità d’Italia, portici lato oratorio – Novellara, per organizzare le auto. Partenza ore 6.10 con mezzi propri.

Importante: colazione fatta, se possibile non ci si ferma in autostrada.(J)

Arrivo a Madonna di Campiglio: preferibilmente prima delle 9.30 per poter accedere con facilità al parcheggio del Rifugio Vallesinella (1513m) (costo per auto del parcheggio € 8,00).

A piedi, lungo il facile sentiero n.317, al Rifugio Casinei (1825m) e poi per il Sentiero dei Brentei n. 318 al Rifugio dei Brentei (2182m). Arrivo al rifugio Alimonta: presumibilmente ore 13:30.

Al rifugio si lascia il necessario per la notte e il cambio, e si prosegue per fare la ferrata “Oliva Detassis”.

Rientro al rif. Alimonta, cena e pernottamento.

Al mattino si parte per la ferrata Bocchette centrali, all’uscita si raggiunge il rifugio Brentei e si rientra su sentiero al parcheggio del rifugio Vallesinella (rientro previsto al rifugio ore 18).

Relazioni sul web:

Via Ferrate_it

 

Bocchette e Vie Ferrate

 

Per informazioni: Riccardo Barigazzi 348-5619515

Per prenotazioni: Graziella 347-1657696

Quote di partecipazione: Soci CAI € 10,00

NB. Non sono ammessi all’uscita coloro che non sono in  regola con l’iscrizione al CAI per l’anno 2016.

NB. Sono ammesse all’uscita solo persone con sufficiente esperienza su sentieri attrezzati impegnativi.

Pernottamento con servizio mezza pensione Rifugio Alimonta € 49,00 a persona.

La quota NON COMPRENDE: il viaggio da e per la località di partenza; il parcheggio al Vallesinella,  i pranzi/merende e tutto quanto non espressamente indicato.

L’itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali, oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.

 

 

 

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Uscita Val di Fassa

effettuata lo scorso 16 e 17 Luglio (2016)

 

Pubblichiamo un simpatico articolo di Alessandro che ha partecipato per la prima volta la settimana scorsa ad una uscita con il CAI di Novellara.

Buona lettura.

 

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Gruppo Sella, sentiero 666: un tranquillo weekend in altura

di Alessandro Cagossi

Gli amici Matteo (Magnani) e Gabriella (Mastrosimome) mi segnalano una bella escursione organizzata in Trentino dal CAI di Novellara. Due giorni in escursione sul Gruppo Sella, partenza dal passo Gardena e arrivo al passo Fedaia. Fattibilissima, non esageratamente impegnativa, mi dicono: 900 metri di salita. Da novellini del CAI, decidiamo di iscriverci tutti e tre. Ci sarà da sgambare, ma sicuramente quelli del CAI di Novellara sanno che se la fatica supera il gusto, meglio darsi al lambrusco.  Senz’altro si tratterà di passare un tranquillo weekend in altura, una bella passeggiata della salute intramezzata da soste rinfrancanti in verdi prati ombreggiati da boschi secolari. Qua e là famigliole amanti della natura, bambini che giocherellano, escursionisti che discettano sulla morfologia delle dolomiti e amanti degli animali a caccia di qualche bella farfalla da aggiungere alle loro collezioni. Senz’altro non mancheranno pic-nic pantagruelici all’insegna delle specialità trentine, seguiti da qualche siesta baciata dalla fresca brezza di montagna.

Si parte il sabato mattina. Siamo in quattordici. Ritrovo fissato alle 5:30 in piazza a Novellara (24 m s.l.m.). Arriviamo alle 5:37 (c-i-n-q-u-e  e  t-r-e-n-t-a-s-e-t-t-e). Il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, ci informa che “noi al CAI di Novellara se diciamo cinque e mezza significa che partiamo alle cinque e mezza, non che ci troviamo alle cinque e trentasette”. Avviso numero uno ai novelli escursionisti. Arriviamo in macchina al passo Gardena (2121 m s.l.m.) dove uno di noi ha un problema agli scarponi. Il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, ci informa che “noi al CAI di Novellara controlliamo gli scarponi il giorno prima dell’escursione”. Avviso numero due. A questo punto noi tre novellini pensiamo che si tratterà di un tranquillo weekend di paura. Il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, penserà lo stesso, del resto come dargli torto? Anche il capogita Fabio Freddi e il resto della truppa cominciano a nutrire seri dubbi sui nuovi arrivati. Il rischio è di passare due giorni a base di avvisi, sermoni e litanie.

Finalmente siamo pronti per la “passeggiata della salute”. Il capogita Freddi ci informa che oggi affronteremo il sentiero numero 666 (sei-sei-sei). Neanche farlo apposta, il sentiero del diavolo. Se si tratta di umorismo dell’alpinista, dev’essere senz’altro humor nero. Di fronte a noi, sotto al sole cocente, si staglia un muro di rocce, pietre e ghiaia. Più sopra un altro muro di rocce, pietre e ghiaia. Il sentiero sei-sei-sei? Si inerpica tra rocce, pietre e ghiaia. Non c’è un filo di erba. Di boschi ombreggiati non c’è traccia. Mancano anche le farfalle. I corvi no, quelli non mancano. Probabilmente più in alto ci sono avvoltoi in cerca di carcasse. Altro che paradiso, bisogna stare attenti. Ad un certo punto dopo ore di arrampicata tra rocce, pietre e ghiaia proseguiamo la passeggiata della salute appesi a delle funi di acciaio e in bilico su scalini di ferro infilati nei massi. Di sotto c’è l’abisso. Il capogita Freddi ci dice: “metti i piedi qua, metti i piedi là, appoggia le mani qui, appoggia le mani là, altrimenti cadi…”. Molto rassicurante. Per fortuna che c’è Freddi.

Superiamo la ferrata ed ecco che verso l’ora di pranzo in un pianoro s’intravede il rifugio Cavazza al Pisciadu’ (2585 m s.l.m.). Finalmente uno sprazzo di luce dopo ore di sudore e fatica. Mi dirigo spedito verso il menù alla ricerca di piatti tipici, ma all’improvviso dal nulla mi piomba addosso il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, che mi intima: “noi al CAI di Novellara mangiamo solo una volta arrivati in cima, quindi qui faremo solo uno spuntino breve, non possiamo appesantirci mangiando troppo”. Io che in quel momento avrei mangiato un mezzo capriolo mi sono dovuto accontentare di una banana, caffè e un po’ di cioccolata.

Proseguiamo la passeggiata della salute. A un certo punto, dopo l’ennesimo muro di rocce, pietre e ghiaia, strabuzzo gli occhi e mi accorgo che stiamo camminando sulla neve. Roba da non credere, è metà luglio. Poi sotto a dei roccioni compaiono delle stalattiti di ghiaccio. Effettivamente fa freschino. A metà pomeriggio, in cima all’ultimo muro di rocce, ghiaia, sassi, neve e ghiaccio c’è un paesaggio lunare che ospita la nostra destinazione, il rifugio Boe’ (2871 m s.l.m.). Roba dell’altro mondo. Fuori ci sono sette gradi ma ci preannunciano che di notte la temperatura andrà sotto zero. Va bene cercare il fresco, ma non esageriamo. Anche perché con me ho solo una felpa. Al riguardo, il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, mi fa notare che “noi al CAI di Novellara quando diciamo che è richiesto un abbigliamento da alta montagna, intendiamo abbigliamento da alta montagna”.

Al rifugio Boe’ cerchiamo di goderci il tramonto al riparo dal freddo, ceniamo e cominciamo con i giri di grappa prima di andare a letto. Proprio quando la situazione si sta per scaldare, il proprietario del rifugio, un vecchio lupo di montagna, con accento un po’ trentino, un po’ austriaco, e un po’ ladino, dice alla compagnia che ostinatamente chiede ancora grappini: “alle 10 spengo tutte le luci, poi sono affari vostri”. Saliamo nelle stanze, ovviamente non riscaldate. Durante la notte si sentono le raffiche di vento gelido sul tetto: qui non ne usciamo vivi, mi dico. Ma alla fine il sonno prende il sopravvento.

Alla mattina ci svegliamo. Dicono che non fa freddo, infatti ci sono ben tre gradi (sopra lo zero). Dicono anche che ci aspetta una giornata relativamente facile rispetto a ieri: circa 12 km da camminare, ma con molta discesa. Più facile di così si muore. Dopo la colazione, partiamo infreddoliti cercando di non sprofondare nella neve e non scivolare nel ghiaccio. Tra falsipiani, valloni e paesaggi lunari arriviamo alla forcella del Pordoi (2848 m s.l.m.) da dove scenderemo una volta per tutte dal Gruppo del Sella. Guardi giù e vedi l’abisso. Il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, ci rivela che “noi al CAI di Novellara di fronte a discese del genere ringraziamo sentitamente in anticipo adduttori e ginocchia per il loro sostegno”. Intraprendiamo il canalone detritico di rocce, pietre e ghiaia (frananti) con una discesa a zig zag talmente ripida che quasi quasi fa rimpiangere la salita. Ma quando ti fermi per tirare il fiato e guardi su, non ti viene esattamente voglia di salire. E allora non ti resta che scendere, possibilmente non rotolando.

Dopo due ore di discesa arriviamo al Passo Pordoi (2239m s.l.m.), da cui prendiamo il sentiero “Viel dal Pan”. Recita il programma dell’escursione: “facile tracciato erboso sulla catena del monte Padon con bellissima vista sulla parete nord della Marmolada, la Regina delle Dolomiti”. Effettivamente, a un certo punto fa la sua ricomparsa l’erba. Dopo un giorno e mezzo di rocce, sassi e ghiaia entriamo in un prato. Anche se si tratta dell’ultima discesa, sembra proprio un percorso a ostacoli, e bisogna stare concentrati a non beccarsi storte e malanni. Più che ammirare la Regina delle Dolomiti, bisogna stare attenti alle buche.

Procedendo in discesa si raggiunge il lago della Fedaia (2054m s.l.m.), dove termina l’escursione. Dopo due giorni a piedi, finalmente arriviamo alle macchine. Alcuni sostengono di non sentire più le gambe, altri lamentano dolori alle ginocchia, altri ancora hanno visioni mistiche. L’ultima parola spetta al presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, che ha salutato gli escursionisti con sagge parole che andrebbero scolpite nel marmo: “noi al CAI di Novellara quando diciamo passeggiata della salute intendiamo un tranquillo weekend in altura”.

 

 

 

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Rubes, Fabio e Livio

dal Centro Casarotto di Macarà in Peru’

 

Lo scorso 16 Luglio è stato il 30° anniversario della scomparsa di Renato Casarotto. Rubes, Fabio e Livio che sono andati in spedizione in Perù, quest’anno hanno soggiornato al Centro Casarotto di Marcarà e hanno ricevuto del materiale che ricorda l’alpinista.

 

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Cari amici “Andinisti”

oggi, 16 luglio, è il Trentesimo anniversario della scomparsa di Renato Casarotto.

Al termine di un incredibile tentativo sullo Sperone sud-sud-est del K2, è morto precipitando in un crepaccio ai piedi della montagna.

Qui a Marcarà, in Perù, dove è dedicato alla sua memoria il Centro di Andinismo gestito dalle Guide di Alta Montagna Don Bosco 6000, abbiamo ricordato Renato Casarotto con una messa celebrata sulla cima del Pisco.

Padre Bube, parroco di Shilla, padre Raffaele, parroco di Marcarà, Alipa, responsabile della Cooperativa di Jangas, Luca, volontario della missione OMG di Shilla, Enrico, volontario OMG impegnato nella gestione dei Refugios Andinos, sono saliti sulla vetta del Pisco, da dove si vede la parete nord del Huascaran norte, per ricordare Renato.

In allegato il ricordo che abbiamo esposto nel “comedor” del Centro Andinismo Renato Casarotto, un articolo di Agostino Da Polenza sulla serata che Vicenza e TrentoFilmFestival hanno dedicato a Renato, l’indirizzo web del trailer del film “Solo di Cordata” ed una foto tratta dal film.

http://solodicordata.wixsite.com/solodicordata

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Un caro saluto a tutti dal Centro Andinismo Renato Casarotto, ciao.

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Articolo di Marina Davolio pubblicato oggi (14 Luglio 2016) su “Prima Pagina Reggio” relativo all’uscita sul Sentiero Nomadi del 19 Giugno scorso.

Buona lettura.

 

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Divertirsi in montagna

Ringraziamo Carlo Possa delle belle parole sull’iniziativa del Gruppo Famiglie dello scorso week-end (9 e 10 Luglio 2016) pubblicate sulla pagina Montagne a zig-zag e che trovate qui di seguito.
Sulla pagina Facebook Cai Novellara tutte le foto della 2 gg.
Carlo Possa ha condiviso un album nel gruppo: Montagne a zig zag.

DIVERTIRSI IN MONTAGNA Questa mi sembra una bella iniziativa del Cai Novellara. Molto bella. Anche io so cosa vuol dire far provare l’ebrezza della tenda in montagna ai figli. Poi basta vedere le foto. Le immagini hanno sempre tanti significati. Qui mi sembra di vedere bambini e genitori che si divertono un sacco. E immagino che sorpresa per dei bambini arrivare ai Prati di Sara (un posto che anche nello Wyoming ci invidierebbero) e vedere un cavallo galoppare libero. Ma guardando bene le foto i più attenti noteranno che non tutti i partecipanti avevano gli scarponi obbligatori in montagna. Scandalo, sacrilegio! Ora andare da Monterorsaro ai Prati di Sara è una escursione facile, che in tanti possono fare. L’unico rischio forse potrebbe essere qualche fuoristrada a cui nessuno vien voglia di impedire l’accesso. L’anno scorso ho incontrato almeno un centinaio di persone: giovani, famiglie con bambini, pensionati. Tutti felici e contenti, anche se a onor del vero non tutti avevevano gli scarponi. Dalle foto sembra che tutti i genitori e i bambini di Novellara, dopo un’allegra notte in tenda, siano arrivati comunque sani e salvi ai Prati di Sara. Sani e salvi, e felici e contenti. Ma per qualcuno, specialmente per qualche superrigorista del Cai (che farebbe impallidire anche il ministro delle Finanze tedesco Schäuble), tutto questo non sarebbe stato possibile. Senza gli scarponi di ordinanza non si può andare in montagna. Verboten! Chi non ha gli scarponi vada al mare. Beati i bambini di Novellara che non lo sapevano. (Domenica scorsa, sul Bernina, è morto in un incidente in montagna una notissima ed esperta guida alpina svizzera. Sicuramente era attrezzato di tutto punto. Purtroppo è morto lo stesso).

 

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L’articolo di Marina pubblicato sull’ultimo numero di “Filodiretto” ed esposto nella nuova bacheca CAI a Reggiolo (vedi foto nell’articolo).

Buona lettura.

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