Primo piano

Venerdì 28 febbraio 2020, ore 20,00

SUPER TIGELLATA

di autofinanziamento pro-pulmino CAI

presso la sede CAI di Novellara

 

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Per prenotazioni Marzia 348.2701475

 

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TRA LE VETTE E IL CIELO 2020

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SECONDA SERATA 18 FEBBRAIO 2020

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Martedì 18 febbraio,  secondo incontro della Rassegna “Tra le vette e il cielo” organizzata dalla Sottosezione del Club alpino italiano di Novellara in collaborazione con il Comune di Guastalla.

Il secondo appuntamento è alle ore 21:00, al Teatro “Ruggero Ruggeri” di Guastalla con “Cervino, sogno di un ragazzo” di Patrik Gabarrou, alpinista e guida alpina francese di fama mondiale. Soprannominato il Gab, nato a Évreux il 19 luglio 1951, è uno dei più forti alpinisti francesi degli anni ‘80 e ‘90 con 300 prime ascensioni. Molte di queste vie si trovano nel gruppo del Monte Bianco: ha aperto ben sei nuove vie sulla parete nord delle Grandes Jorasses e altri itinerari divenuti dei classici. Atleta polivalente, ha tracciato vie su roccia, ghiaccio e misto, contribuendo soprattutto all’evoluzione dell’arrampicata su ghiaccio. Originario della Normandia si è dedicato al calcio fino ai 17 anni per poi scoprire l’alpinismo con un gruppo di compagni del Liceo nel corso di un campeggio a Le Chazelet, nelle Alpi del Delfinato. Nel 1973 si è laureato in filosofia alla Sorbona. È stato presidente di Mountain Wilderness e attualmente è presidente onorario della sezione francese. Tiene conferenze in cui racconta le sue esperienze e ascensioni.

Appuntamento al teatro “R. Ruggeri” di Guastalla, in Via Verdi 7, ore 21.00. L’ingresso è libero.

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Anteprima uscite di Marzo 2020

 

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16 Febbraio 2020

Giornata sulla neve

Val di Fassa (TN)

Passeggiata in Val Monzoni 

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Visto il cospicuo numero di partecipanti (56 presenze) per la giornata sulla neve in Val Monzoni di domenica prossima 16 febbraio i gestori della Malga Monzoni hanno deciso di riservare esclusivamente al Cai di Novellara i locali per la sosta pranzo.

Il menù sarà alla carta con libertà di scelta.

Mentre per la colazione al mattino faremo sosta alla Pasticceria Reinhard di Moena

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La Val Monzoni  è una diramazione della Val di San Nicolò nei pressi di Pozza di Fassa, tra le vette del Gruppo della Marmolada.
 
Inizieremo la nostra escursione poco dopo l’imbocco per la Val San Nicolò, dopo aver superato la stazione a valle della funivia Buffaure, all’altezza del ponte del Ristorante Soldanella dove proseguiremo sul lato destro per comoda strada forestale. Dopo un po’ di salita raggiungeremo Malga Crocifisso dove, nei pressi della chiesetta, si trova il bivio per la Val Monzoni (Val di Munciogn). La Val Monzoni è una valle laterale di Val San Nicolò. La salita (segnavia n. 603) fino alla malga è lunga circa tre km e non presenta particolari difficoltà, sviluppandosi lungo la strada sulla quale viaggiano anche le motoslitte del servizio “taxi” della malga. Arriveremo a Malga Monzoni giusto all’ora di pranzo. Alla Malga sarà anche possibile acquistare i prodotti caseari dell’azienda agricola. Il ritorno sarà sullo stesso percorso.
Informazioni Utili
 
Difficoltà: EI (escursione invernale) Facile, il  percorso non presenta  problemi, è alla portata di tutti.

Dislivello: 452 m  Altitudine: tra 1410 m e 1862 m

Lunghezza percorso: 4 km

Tempi di percorrenza: 1h 30 min./2h (andata) e 1h 15 min. ritorno 
 
Possono partecipare all’uscita anche coloro che vogliono utilizzare gli impianti sciistici. 
 
Orario di partenza: 5.30 Piazza Unità d’Italia a Novellara con pullman 52 posti. 
 
Abbigliamento: è richiesto un adeguato equipaggiamento da escursionismo invernale,  caldo e confortevole, per un’uscita in montagna anche con temperature sotto zero. Prevedere un cambio di biancheria nello zaino. Preferibilmente scegliere un abbigliamento con tessuti traspiranti. Indossare calzature da montagna, tipo scarponi in goretex, impermeabili. Zaino, micropile, pile giacca a vento, pantaloni pesanti e/o calzamaglia, guanti, cuffia di lana, occhiali da sole, sono consigliati bastoncini con rondelle e ramponcini per eventuali tratti ghiacciati. Termos di thè consigliato.
 
Pranzo:ci fermeremo per il pranzo alla Malga Monzoni dove si potranno gustare i piatti tipici e i prodotti caseari ottenuti dal latte trasformato nel caseificio. Menù alla carta. Chi intende mangiare alla Malga è invitato a dare conferma. Chi vuole può pranzare al sacco.
 
Rientro previsto : ore 20,30 /21,00 della Domenica

Per informazioni :Marzia Davolio  348.2701475

Per prenotazioni :Graziella Calzetti 347.1657696
 
NB: Il termine delle iscrizioni è fissato per Mercoledì 5 Febbraio 2020. Se non sarà raggiunto il numero minimo di iscrizioni per effettuare l’uscita con il pullman la gita si effettuerà ugualmente ma con mezzi propri.  
 
Quota di partecipazione (solo quota viaggio): Soci CAI € 25,00  Non soci CAI € 30,00 Giovani € 20,00
 
L’ itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali,oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.    
 

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23 Febbraio 2020

Passo Costalunga

Lago di Carezza – Labirinto del Latemar 

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Dopo aver posteggiato di fronte al Grand Hotel Carezza, attraversiamo la nazionale per prendere il Sentiero Agatha Christie. Calzate le ciaspole, col sentiero “18 Latemarscharte” ci addentriamo nel bosco dove una buona traccia ci facilita il cammino. A quota 1750 ci immettiamo nel Sentiero delle Leggende seguendo il segnavia 21 per Obereggen. Stiamo procedendo verso ovest in leggera salita. A quota 1850 sulla sinistra si stacca un sentiero che punta verso le pendici del Latemar, ma noi proseguiamo sul 21. Poco più avanti arriviamo ad una serie di cartelli, che indicano il  Mitterleger. In una larga spianata, quasi un anfiteatro ai piedi  del Latemar, giacciono due casolari e alcuni grossi massi semisepolti dalla neve 

Ora torniamo sui nostri passi e giunti al bivio senza indicazioni, prendiamo a destra, dove seguiamo il segnavia 20. Dopo pochi minuti entriamo nel Labirinto, insinuandoci fra gli enormi massi di una grossa frana  Se d’estate il luogo è stupendo, per l’inverno è difficile trovare aggettivi adeguati. Sui massi si è depositato uno strato di neve di alcuni metri, mentre al fianco della traccia che stiamo seguendo si scorgono profondissimi anfratti. A tutto questo dobbiamo aggiungere lo splendore degli acuminati pinnacoli del Latemar. E’ un paesaggio fiabesco e irreale. La traccia che seguiamo, quasi un filo d’Arianna, con continui saliscendi aggira i vari massi e veramente sembra di camminare in un labirinto senza via d’uscita. E infatti, dopo lungo girovagare arriviamo ad un punto dove la traccia termina. Siamo al limitare del bosco, più in basso si vede il fondo di una valletta e sull’altra sponda la casetta in legno di Malga Latemar. Creandoci la traccia, aggiriamo gli ultimi massi e raggiungiamo il pianoro di valle. Intercettato il sentiero 13, con un ripido strappo raggiungiamo a quota 1825 la Latemar Alm, posta su una balconata, un palco privilegiato sul palcoscenico del Latemar. Per il rientro seguiamo la forestale con segnavia 13 che puntando prima ad est e poi ad ovest ci riporta facilmente al punto di partenza.
 
Informazioni Utili

Difficoltà: EAI (escursione in ambiente invernale) Facile, il  percorso non presenta  problemi, è alla portata di tutti.

Dislivello: 370 m  Altitudine: tra 1609 m e 1830 m Lunghezza percorso: 7,5 km

Tempi di percorrenza: 3h 30 min./4h (andata e ritorno)

Orario di partenza: 5.30 Piazza Unità d’Italia a Novellara con pullman 30 posti. 
 
Abbigliamento: è richiesto un adeguato equipaggiamento da escursionismo invernale,  caldo e confortevole, per un’uscita in montagna anche con temperature sotto zero. Prevedere un cambio di biancheria nello zaino. Preferibilmente scegliere un abbigliamento con tessuti traspiranti. Indossare calzature da montagna, tipo scarponi in goretex, impermeabili. Zaino, micropile, pile giacca a vento, pantaloni pesanti e/o calzamaglia, guanti, cuffia di lana, occhiali da sole, sono consigliati bastoncini con rondelle e ramponcini per eventuali tratti ghiacciati. Termos di thè consigliato.

Pranzo:ci fermeremo per un breve sosta ristoratrice alla Latemar Alm (chiusa) per la merenda pranzo sosteremo nei locali vicini all’area di parcheggio del Lago di Carezza.

Rientro previsto : ore 20,00 Per informazioni :Giordano Lusuardi  329.2330389 Per prenotazioni :Graziella Calzetti 347.1657696
 
NB: Il termine delle iscrizioni è fissato per Mercoledì 12 Febbraio 2020. Se non sarà raggiunto il numero minimo di iscrizioni per effettuare l’uscita con il pullman la gita si effettuerà ugualmente ma con mezzi propri.  
 
Quota di partecipazione (solo quota viaggio): Soci CAI € 25,00  Non soci CAI € 30,00 Giovani € 20,00 L’ itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali,oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.    

 

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1 Marzo 2020

Lago di Como

Il sentiero della Regina

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La Strada Regina é uno dei più suggestivi percorsi transalpini di epoca romana. Essa percorre la riva occidentale del lago di Como ed il suo nome viene fatto risalire al 1187. Il nostro itinerario, che ne ripercorre un piccolo tratto, si sviluppa nell’area della Tremezzina. Parte dalla piccola frazione di Spurano, risale la ripida e acciottolata via del Santuario  per raggiungere il seicentesco Sacro Monte di Ossuccio, noto per le 14 cappelle e per le sue statue di terracotta. Giunto sul posto si può optare per il Santuario della Beata Vergine del Soccorso. Proseguendo sulla Via Regia, tra splendidi panorami lacustri, fontane e lavatoi di granito, si raggiunge Bonzanigo. Qua si possono ammirare il palazzo Brentani e Rosati. Superati i borghi di Intignano e Volesio si giunge alla meta, ovvero Tremezzo, situato ai piedi dell’omonimo monte. La via del ritorno si svolge sul lungolago e coincide con la Greenway. Il centro abitato di Lenno è molto caratteristico ed è famoso per il suo verde promontorio sul quale sorge la villa del Balbianello. Successivamente si arriva ad Ospedaletto, e qui si può visitare la vicina isola Comacina, l’unica del Lario. L’itinerario finisce dove è cominciato, ovvero a Spurano.
 
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Percorso: da Spurano (località di partenza) a Tremezzo (località di arrivo) passando per Bonzanigo, Intignano, Volesio, con possibile ritorno per la Greenway. Preferibile percorrere il sentiero nel senso Nord-Sud (seguire segni Giallo-Arancione-Verde-Blu) ritorno segnaletica con indicazione Greenway.

 Dislivello complessivo: circa 100 mt.

Tempo di percorrenza: circa 5 ore (andata e ritorno)

Lunghezza percorso: 13 km

Difficoltà: T (Turistico) Percorso facile

Cartrografia: kompass 1:50.000 nr 31 Lago di Como – Lago di Lugano

Orario di partenza :   ore 6,30  da piazza Unità d’ Italia  Novellara  con  pullman.

Arrivo a Spurano :    ore  9,15

Rientro  previsto : ore 20,00

Pranzo: al sacco o presso le numerose locande lungo il percorso a libera scelta dei partecipanti

Abbigliamento: consigliato un abbigliamento adeguato alla stagione e al percorso. Necessario zainetto con K-way e borraccia.
 
Quota di partecipazione per uscita con pullman 52 posti:   Soci CAI € 30,00  Non soci CAI € 35,00  Ragazzi Soci CAI € 20,00 Ragazzi non Soci CAI € 25,00 
 
NB: Il termine delle iscrizioni è fissato per Venerdì 21 Febbraio 2020 . Se non sarà raggiunto il numero minimo di iscrizioni per effettuare l’uscita con il pullman la gita si effettuerà ugualmente ma con mezzi propri.  
 
Per informazioni :  Luca Pancaldi  347.5682864

Per prenotazioni : Graziella  Calzetti  347-1657696
 
NB: Per i non soci CAI è necessario avere conferma entro il Mercoledì precedente la data del termine dell’iscrizione per poter effettuare l’assicurazione. Oltre questo termine non sarà più possibile procedere all’iscrizione.

Pullman

Uscita con pullman 52 posti

 

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8 Marzo 2020

CAI Cultura – Bologna

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Cenni Storici Bologna rappresenta un importante crocevia tra il Nord e il Sud dell’Italia e a sua volta tra Nord Europa e Mediterraneo. La sua storia è legata all’influenza di culture e popoli che hanno di volta in volta “segnato” il territorio e contribuito allo sviluppo economico e culturale della città. I primi insediamenti umani sono già presenti nell’età del bronzo, tra le colline più basse e la zona di pianura (tra due affluenti del fiume Reno, l’Aposa e il Ravone). Tra il X e il IX Secolo si iniziano a formare i primi villaggi della civiltà villanoviana: a Villanova di Castenaso è stato scoperto uno dei primi siti sorti nel periodo dell’età del ferro. Nei secoli a seguire, dai primi decenni del VI Secolo a.C., inizia l’influenza economica e culturale degli Etruschi: Bologna diventa la capitale Felsina. In seguito, tra il V e IV secolo a.C., i Galli Boi cominciano ad occupare le zone della penisola e gli Etruschi vengono gradualmente messi in minoranza. La supremazia dei Galli nell’area felsinea si prolunga fino all’arrivo dei Romani, nel 196 a.C., e sette anni più tardi (189 a.C.), viene fondata Bononia, una colonia di diritto latino con autonomia amministrativa. Dopo la caduta dell’Impero Romano nel 476 d.C., la città fu dominata, nel corso dei secoli, da Goti, Bizantini, Longobardi. Nel 774 la città viene annessa da Carlo Magno dopo la vittoria sui Longobardi e viene consegnata al Papa Adriano I. Nel 1088 viene fondata quella che è riconosciuta oggi come la prima università del mondo occidentale: Alma Mater Studiorum. La presenza dell’Università rappresentò un elemento trainante per lo sviluppo economico e culturale della città, consentendo a Bologna di proiettarsi già a livello internazionale come città cosmopolita. I periodi di lotta e di scontro caratterizzano la vita dei bolognesi. Tra i principali eventi del periodo vi sono la sconfitta dell’Imperatore Federico Barbarossa nel 1176, grazie all’alleanza con i Comuni Italiani riuniti nella Lega Lombarda, e la cattura nel 1249 di Re Enzo, figlio dell’Imperatore Federico II. Il prigioniero rimase rinchiuso a Bologna nel palazzo che oggi porta il suo nome: Palazzo Re Enzo. Nella seconda metà del XIII secolo, la città vive il periodo delle “lotte” tra guelfi e ghibellini, con alterne fortune. Tra il XIV e il XV secolo Bologna viene governata dalle famiglie Pepoli e Bentivoglio, nomi tuttora assai presenti nella toponomastica cittadina. Ai Bentivoglio, in particolare, si deve gran parte dell’arte rinascimentale presente in città. Alla fine del XIII Secolo vivono a Bologna circa 60.000 persone (la quinta città europea per popolazione del tempo) e grazie all’industria del tessile diviene uno dei maggior centri industriali d’Italia. La città si era dotata di un sistema di canali d’acqua (tra il più avanzato d’Europa) per alimentare i numerosi mulini dedicati alla lavorazione del tessile e per il trasporto su acqua delle merci. È il momento della forte espansione economica e il periodo in cui cominciano ad essere edificate le case-torri. Nel 1506 la città viene conquistata da Papa Giulio II e annessa allo Stato Pontificio fino al 1860. Va, però, ricordato che la dominazione papalina fu interrotta dal governo napoleonico tra 1796 e il 1815, anno in cui per volontà del congresso di Vienna la città ritornò alla Chiesa. Nel 1860 la città viene annessa al Regno di Sardegna, poi d’Italia.  Durante la Seconda Guerra Mondiale, Bologna fu un importante centro urbano di raccordo ed in particolare il valore strategico del suo nodo ferroviario rese la città obiettivo primario da parte dei comandi Alleati. Bombardata a più riprese, nel 1944 la città diviene il retrovia della “Linea Gotica”, lo sbarramento creato dai tedeschi sull’Appennino tosco-emiliano.
Palazzo dell’Archiginnasio Il palazzo dell’Archiginnasio fu costruito fra il 1562 ed il 1563 per volere del Legato pontificio di Bologna, il cardinale Carlo Borromeo e del Vicelegato Pier Donato Cesi, su progetto dell’architetto bolognese Antonio Morandi detto Terribilia. Lo scopo dell’operazione, maturata nel clima culturale del Concilio di Trento, era quello di dare una sede unitaria all’insegnamento universitario fino allora disperso in varie sedi. Il palazzo presenta all’esterno un lungo portico di 30 arcate e si articola in due piani intorno ad un cortile
centrale a doppio ordine di logge. Due ampi scaloni conducono al piano superiore che presenta 10 aule scolastiche (oggi non visitabili poichè costituiscono i depositi principali di libri della Biblioteca) e due aule magne poste alle estremità del fabbricato, una per gli Artisti (oggi Sala di lettura della Biblioteca) e una per i Legisti (detta in seguito anche Sala dello Stabat Mater). Le pareti delle sale, le volte degli scaloni e dei loggiati sono fittamente decorate da iscrizioni e monumenti celebrativi dei maestri dello Studio e da migliaia di stemmi e di nomi di studenti. L’edificio cessò la sua funzione universitaria nel 1803; dal 1838, dopo essere stato per alcuni anni scuola elementare, è sede della Biblioteca. Al piano terreno alcune delle antiche aule sono occupate dalla Società Medica Chirurgica e dall’Accademia di Agricoltura
Conserva di Valverde Bagni di Mario era il nome erroneamente dato alla Conserva di Valverde, che si suppose luogo per uso termale quando venne scoperta, nel XX secolo, anche se in realtà non ha mai avuto attinenza con quell’uso. Cisterna di epoca rinascimentale (1563) eseguita da Tommaso Laureti, architetto palermitano, fu realizzata per alimentare la Fontana del Nettuno e altre particolarità idrauliche come l’Orto dei Semplici (oggi piazza coperta della ex Sala Borsa). La struttura è impostata su due livelli.
Basilica di San Petronio La Basilica di San Petronio, dedicata al patrono cittadino, sorge in Piazza Maggiore ed è la più grande e importante chiesa bolognese. La costruzione fu iniziata nel 1390 sotto la direzione di Antonio di Vincenzo. Nel 1514 Arduino degli Arriguzzi propose un nuovo modello a croce latina che avrebbe superato in grandezza la chiesa di San Pietro a Roma, ma, secondo la leggenda, Pio IV ne bloccò la realizzazione sollecitando i lavori per la costruzione dell’Archiginnasio. Anche la facciata rimase incompiuta, rivestita parzialmente in marmo da Giacomo Ranuzzi a partire dal 1538. L’interno del tempio, costruito in epoche diverse, è diviso in tre navate su cui si aprono ventidue cappelle decorate da artisti tra cui Francesco Francia, Lorenzo Costa, Parmigianino, Donato Creti. Celebre è la Cappella musicale di San Petronio, la più antica istituzione musicale di Bologna (1436), il cui simbolo più prestigioso è un organo tuttora funzionante, che, costruito attorno al 1470 da Lorenzo da Prato, è il più vecchio al mondo ancora in uso. Molto visitata anche la Cappella dei Re Magi (IV) già Bolognini, le cui pareti furono sontuosamente affrescate da Giovanni da Modena con scene che rappresentano “Il Paradiso” e “l’Inferno”. Molto nota è anche la meridiana dell’astronomo Cassini, che con i suoi 67,27 metri, è la più lunga al mondo.
 
Santa Maria della Vita La chiesa, cui spetta il titolo di santuario, venne ampliata fra il 1454 e il 1502 e ricostruita alla fine del XVII secolo dall’architetto G.B. Bergonzoni dopo un rovinoso crollo del soffitto avvenuto nel 1686. La cupola fu innalzata nel 1787 su disegno di Giuseppe Tubertini. Divenuta il più importante esemplare del Barocco Bolognese, la chiesa custodisce il “Compianto sul Cristo Morto” di Niccolò dell’Arca, risalente alla seconda metà del Quattrocento e definito “urlo di pietra” da Gabriele D’Annunzio. Fu fondata dalla Confraternita dei Battuti Bianchi che, proprio per la sua intensa attività assistenziale, nel 1287 erige il complesso comprendente anche un ospedale. Con le riforme napoleoniche del 1796 – 97, i beni della Confraternita vengono espropriati e diventano pubblici. L’ospedale, noto dal 1814 come Ospedale Maggiore, venne raso al suolo dai bombardamenti nel 1943.
Sette Chiese Quello di Santo Stefano è il complesso più singolare di Bologna, vero santuario cittadino e culla della fede dei padri. È noto soprattutto come “sette chiese” perché composto dall’unione di più edifici sorti in epoche diverse. Le origini del complesso sono controverse e discusse. Secondo l’ipotesi più accreditata fu elevato da Petronio sulle rovine di un tempio pagano preesistente, vicino al quale sarebbero state poi affiancate una riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme e, accanto al sacello con le spoglie dei protomartiri bolognesi Vitale e Agricola, gli edifici eretti fra il X e il XIII secolo dai Benedettini. Sulla piazza si affacciano la chiesa del Crocifisso, di origine longobarda, del Calvario e dei SS. Vitale e Agricola e la chiesa della Trinità, ristrutturata fra il XII e il XIII secolo. All’interno si possono ammirare inoltre il Cortile di Pilato, con un bacile marmoreo donato da Liutprando e Ilprando, re dei Longobardi e il chiostro benedettino a duplice loggiato (sec. X-XIII), una delle più superbe creazioni del romanico emiliano. 
 
 
Finestrella di via Piella Passando sotto Porta Govese o Torresotto dei Piella si giunge alla celebre Finestrella sul Canale delle Moline e al ponte sul canale, entrambi con affaccio. Quest’angolo di città è noto come “la piccola Venezia”. Affacciandosi fra i palazzi, si può vedere scorrere uno dei pochi tratti d’acqua che tra i primi del Novecento e il dopoguerra non fu ricoperto di asfalto. Il canale delle Moline è la prosecuzione del canale di Reno. Per buona parte del suo itinerario il canale delle Moline è rinchiuso tra le case, come si vede dalla Finestrella, e per questo in passato è rimasto a lungo nascosto alla vista. 
 
Programma
La giornata prevede la partenza alle ore 8.00 da Novellara (Re) per dirigersi in direzione di Bologna. Alle ore 9.30 saremo presso la Conserva di Valverde dove visiteremo assistiti da una guida turistica i “Bagni di Mario”, una cisterna di epoca rinascimentale utilizzata per alimentare la Fontana del Nettuno. Terminata la visita, alle ore 11.00 ci recheremo al Palazzo dell’Archiginnasio, che fu sede centrale dell’Università di Bologna, dove visiteremo il Teatro Anatomico.
Ore 12.150-13.30 possibilità di Pranzo presso Osteria Trattoria “Buco Manzoni” https://www.bucamanzoni.it/?lang=it Menù tipico fisso € 25.00 a persona: Antipasto – Primo piatto – Dolce.  Bevande (1/2 acqua e ¼ di vino) e caffè incluse. Necessaria conferma entro 15 febbraio.  E’ lasciata libera scelta ai partecipanti di poter eventualmente pranzare al sacco.
 
Il percorso alla scoperta della città proseguirà nel pomeriggio con la visita a Piazza Maggiore, con la Fontana del Nettuno e la Basilica di San Petronio. Alle 15.30 ci dirigeremo poi verso la chiesa di Santa Maria della Vita che custodisce il celebre “Compianto su Cristo morto” opera di Niccolò dell’Arca e Piazza Santo Stefano dove visiteremo il complesso ecclesiastico di Santo Stefano, meglio noto come “Le sette chiese”. Uscendo da Piazza Santo Stefano, passando sotto le Due Torri, ci dirigeremo verso il quartiere ebraico. Il percorso si concluderà con la visita alla “Piccola Venezia”, la zona di Bologna in cui è visibile Canale delle Moline dalla celebre Finestrella di Via Piella.  Il rientro a Novellara è previsto per le ore 19.30 circa.
 
Biglietti Ingresso: Conserva di Valverde: € 5,00 Palazzo dell’Archiginnasio: € 3,00 Cappella Bolognini in San Petronio: € 1,00 Santa Maria della Vita: € 3,00
 
Orario di partenza: ore 8,00  da piazza Unità d’ Italia  Novellara  con  pullman.
 
Arrivo a Bologna : ore  9,15
 
Rientro  previsto : ore 19,30/20.00  
 
Quota di partecipazione per uscita con pullman 52 posti:   Soci CAI € 15,00  Non soci CAI € 25,00   Ragazzi Soci CAI € 10,00 Ragazzi Non soci CAI € 20,00. Saremo accompagnati alla visita della città dalla Prof.ssa Emanuela Croci Insegnante di Italiano e Storia presso il Liceo Corso di Carpi e Socia CAI Novellara.
 
NB: Il termine delle iscrizioni è fissato per Venerdì 23 Febbario 2020. Se non sarà raggiunto il numero minimo di iscrizioni per effettuare l’uscita con il pullman la gita si effettuerà ugualmente ma con mezzi propri.
 
 
Per informazioni :  Emanuela Croci  347.0710364
 
Per prenotazioni : Graziella  Calzetti  347.1657696
 

Pullman

Uscita in pullman

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15 Marzo 2020 Via Francigena

da Aulla a Sarzana

in collaborazione con CAI Sarzana
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La via Francigena è una strada di pellegrinaggio ricca di memorie. L’appellativo di francigena le deriva dall’essere via di collegamento verso l’oltralpe, verso la Francia. I pellegrini, valicate le Alpi al Monginevro, al Moncenisio e al Gran San Bernardo scendevano nella Pianura Padana e piegavano poi per gli Appennini, e, dal passo della Cisa entravano in Toscana e successivamente in Lazio, giungendo infine a Roma. Roma, come Santiago e Gerusalemme, è stata meta rilevante di pellegrinaggi in epoca medioevale; molti si mettevano in viaggio, lasciavano famiglia e averi, facevano testamento e partivano, per devozione e penitenza, formando per secoli una comunità in cammino.
 Pellegrino

Storicamente fra Aulla e Sarzana il tracciato della Francigena presenta due varianti: una valliva e una montana. Il percorso che passava da Bibola si affermò nel tempo e venne usato già nel XII secolo da Filippo re di Francia al ritorno dalla terza crociata. Era considerato più sicuro, sia per evitare gli assalti dei briganti, che per le condizioni naturali meno pericolose, soprattutto durante la cattiva stagione per le piene del Magra. Era battuta dai pellegrini, dato che i mercanti preferivano il percorso principale per vendere le loro merci nell’importante mercato di Santo Stefano Magra. Da Aulla si procede lungo la SS 62 in direzione La Spezia e dopo poco si gira a sinistra verso Bibola, antico borgo fortificato che conserva i resti del castello, seguendo il sentiero segnalato bianco-rosso nº 13 del TL. A un incrocio con una strada forestale si continua diritto superando un cancello e salendo fino a una strada asfaltata. Si gira a a destra e subito a sinistra fino a una carrareccia. Si prende a destra e quindi diritto fino ad un quadrivio accanto a una discarica. Arrivati a un’edicola votiva, si imbocca un sentiero sulla destra che porta a una carrareccia che conduce a Bibola. Alla fermata del bus, si gira a destra in discesa fino ad arrivare a Vecchietto. Dopo la chiesa, si prende a destra una mulattiera in salita, che poi diventa sentiero. Arrivati ad una carrareccia, si segue a sinistra e dopo poco a destra all’altezza di uno spiazzo. Si sale fino al quadrivio delle “Quattro Strade”, dove comincia la discesa verso Sarzana. In corrispondenza di un tornante si prende a destra un sentiero che sbuca sulla strada asfaltata per Ponzano Superiore. Nel borgo, si prende a destra una scalinata e per una strada in parte sterrata e in parte asfaltata si scende ripidamente fino alla Nuda, dove si trovano i resti del castello della Brina. Ancora in discesa in mezzo al bosco, si raggiunge il ponte sul Torrente Amola e quindi si prosegue per Sarzana.
 
 
Difficoltà:   E /  il percorsosi sviluppa su sentieri facili e segnalati, non presenta difficoltà tecniche né tratti esposti. Necessaria però attitudine  a camminare. 

Dislivello : 600 m     in salita / discesa

Tempo di percorrenza : 5/6 h escluse le soste

Lunghezza percorso: 16 km

Sentieri : segnaletica  VF (Via Francigena).

Cartografia :   Guida alla Via Francigena  – Ed. Terre di Mezzo
 
Informazioni Utili Abbigliamento : Scarponi da trekking o scarpe basse da trail, zaino 20 litri, borraccia (almeno da un 1 l), abbigliamento da escursionismo (giacca a vento, pile, t-shirt tecnica, berretto, etc: si raccomanda di vestirsi a strati).  Pranzo :  al  sacco

Quota di partecipazione per uscita con pullman 52 posti:  Soci CAI € 20,00  Non soci CAI € 30,00 Giovani € 15,00
 
Saremo accompagnati lungo il percorso dagli amici del CAI di Sarzana che ci faranno conoscere le peculiarità storiche e paesaggistiche dell’itinerario.
 
Orario di partenza: ore 06.30 Piazza Unità d’Italia – Novellara con pullman Orario di arrivo: 0re 20.00
 
NB: Il termine delle iscrizioni è fissato per Venerdì 7 Marzo 2020. Se non sarà raggiunto il numero minimo di iscrizioni per effettuare l’uscita con il pullman la gita si effettuerà ugualmente ma con mezzi propri
 
Per informazioni :  Lorenzini Alves         349.5739256

Per prenotazioni :  Graziella  Calzetti     347.1657696
 
Per i non soci CAI è necessario oltre alla conferma è necessario avere la data di nascita all’atto dell’iscrizione per poter effettuare l’assicurazione. 
L’itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali, oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.  
 

SEPARATORE-CAI

Domenica 22 Marzo 2020

Appennino Reggiano

Altopiano di Pulpiano

 

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Partenza: Ca’ de Pazzi (Viano – RE)
 
Singolare escursione nel poco conosciuto Altopiano di Pulpiano, nei pressi San Giovanni di Querciola (Viano), con affaccio sulla valle del Tresinaro. 
 
Si lasciano le auto nella località Ca’ de Pazzi, per prendere subito il Sentiero Spallanzani (SSP), seguendo un tratto della tappa Regnano-Giandeto, fino al borgo caratteristico e semiabitato di Sorriva, proprio ai bordi dell’altopiano. Da qui, si lasciano le tracce dei sentieri segnalati CAI e, dopo avere guadato il Rio Sorriva, ci si addentra nell’Altopiano di Pulpiano, nel suo versante occidentale, seguendo le carrarecce che raggiungono i borghi di Cassinago, Saldino e infine Pulpiano. Siamo nel cuore dell’altopiano, in una zona verdeggiante ed ubertosa, discreta e appartata, ricca di prati e boschi e splendide querce secolari.
Da Pulpiano, sempre per sentieri e carrarecce non segnate CAI percorriamo il versante più centrale (borgo di Colombara) e orientale dell’altopiano, fino ad agganciare il sentiero CAI 606, che seguiamo fino all’interessante Oratorio di S.Siro, complesso di origine trecentesca ma ricostruito nel seicento e nell’ottocento, che si innalza isolato sulla sommità di un ripiano argilloso alla sinistra del torrente Tresinaro.  Dall’oratorio, sempre sul sentiero 606, rientriamo a Ca’ de Pazzi, per chiudere il percorso ad anello.
 
Difficoltà: T/E – Escursionistico. Itinerario su sentieri, carrarecce e strade asfaltate, senza difficoltà tecniche. Sono presenti alcuni tratti su percorsi non segnati. E’ richiesto un minimo di predisposizione alle camminate di lunga durata. Durata: 5.30 ore circa Dislivello salita: 150 mt. circa Dislivello discesa: 150 mt. circa Segnavia: Sentiero Spallanzani (SSP); Sentiero CAI 606 e altri tratti non segnalati Altitudine dell’escursione: tra 420 mt. e 570 mt.
 
INFORMAZIONI UTILI
 
Equipaggiamento obbligatorio: zaino, scarponi da escursionismo, acqua (1,5 lt circa) e cibo per le soste/pranzi al sacco, giacca impermeabile e/o mantella, adatte anche a temperature fresche, pile o maglione pesante, pantaloni da escursionismo, copricapo. Equipaggiamento consigliato: guanti, cuffia, occhiali da sole. Pranzo: al sacco.
 
Orario di partenza: Novellara, Piazza Unità d’Italia, ore 7.30 con mezzi propri.

Arrivo a Ca’ de Pazzi ore: 8.45

Inizio escursione: ore 9.00

Fine Escursione: ore 16.00 Possibilità di “merenda finale” in qualche bar/ristorante della zona. Rientro previsto a Novellara: ore 18.00
 
Per informazioni: Giorgio Galli     335.5618177

Per prenotazioni: Graziella  Calzetti     347.1657696
 
Quota di partecipazione:  Soci CAI € 5,00  Non soci CAI € 10,00 Bambini Soci CAI gratuito Bambini Non Soci CAI € 5,00
 
NB. Per i non soci CAI è necessario avere conferma entro il Mercoledì precedente la data dell’uscita per poter effettuare l’assicurazione. Oltre questo termine non sarà più possibile procedere all’iscrizione. I minori di 18 anni debbono essere obbligatoriamente accompagnati da persona garante e responsabile.
 
L’itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali, oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.
 

 

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Uscita Trekking Costiera Amalfitana

dal 28 Aprile al 3 Maggio 2020

Si richiede a tutti coloro che hanno espresso il loro interessamento per il Trekking in Costiera Amalfitana di dare conferma di partecipazione all’uscita entro il prossimo 17 gennaio 2019 in modo da poter procedere con la prenotazione dei biglietti per la tratta Reggio E.-Napoli AV.

Grazie per la collaborazione.

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La Stampa

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Articolo pubblicato oggi (24/01/2020) su La Gazzetta di Reggio.

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