Primo piano

Apertura sede sociale e indicazioni per la ripresa delle escursioni sociali

Ricordiamo a tutti i soci e amici che la Sede CAI rimane aperta tutti i Venerdì dalle ore 21.00 alle 23.00 seguendo le indicazioni dei vari protocolli e della Sede Centrale relativi alla situazione covid-19.Regole-per-l'accesso-in-sed

A questo proposito trovate in allegato il vademecum con le regole per l’accesso e il protocollo del Cai Nazionale (Cliccare sull’immagine sottostante).

PROTOCOLLO-RIAPERTURE-SEZIO

Indicazioni per la ripresa delle escursioni sociali

(cliccare sul testo)

 

RIPRESA-ATTIVITA'-IN-MONTAG

 

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Sabato 13 Giugno 2020

Uscita Canyoning nel Torrente Dolo

con le Guide Alpine de La Pietra.

 

NB Per la nota situazione Covid-19 non potendo la ns. Sottosezione promuovere attività sezionali all’esterno fino al 14 giugno 2020

Informiamo che l’organizzazione e la gestione dell’uscita sono completamente a carico delle Guide de La Pietra.

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Che cos’è ?

Un’escursione “acquatica”, in un ambiente unico in Appennino, grazie alle mute di neoprene fornite potrete godervi anche la parte di tuffi salti e scivoli naturali scavati nella roccia dall’acqua. Nessuna difficoltà obbligatoria. Potrete anche scivolare su teleferiche lunghe fino a 50 metri, assicurati con la corda dalla guida alpina.

Durata circa: 3,5 ore

Obiettivo: Divertirsi in un ambiente naturale unico in Appennino, prendendosi una tregua dalla calura estiva.

Difficoltà: Facile. Adatto a tutti, famiglie con bambini a partire dai 10 anni.

Costo: 50 € a persona

La quota comprende: Guida Alpina, muta e calzari di neoprene, casco, imbragatura e moschettoni di sicurezza.

La quota NON comprende: Trasporto al punto di incontro, snack.

Minimo partecipanti: 4

Materiale necessario:

Scarpe da trekking o da ginnastica robuste, costume da bagno, asciugamano, scarpe di ricambio. No sandali o infradito !

Altre informazioni:

Il ritrovo è a Civago presso il bar Centrale, alle 09:30. Partenza da Novellara (Parcheggio Stazione) ore 7.30.

Per info: Giordano 329-2330389

 

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Progetto Pianura Blu – Nuovi itinerari naturalistici nella bassa Reggiana

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E’ stato presentato Lunedì scorso (23/03/20) con ben 2 pagine su La Gazzetta di Reggio il Progetto “Pianura Blu”, una serie di nove itinerari naturalistici nella Bassa Reggiana, dove è inserito anche il Sentiero Cai 608 “don Candido Bizzarri” nelle Valli di Novellara e Reggiolo. In particolare si è pubblicizzata la stampa di circa 2500 cartine che si possono trovare nelle Biblioteche e nei centri visita coinvolti. Si possono eventualmente scaricare anche dai siti dei Comuni inseriti del progetto e utilizzare per i prossimi progetti di escursioni e gite.

Buona lettura e buone gite….(appena si potrà).

CAI Novellara

 

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Domenica 18 Ottobre 2020

Cai Cultura

Bologna

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Cenni Storici Bologna rappresenta un importante crocevia tra il Nord e il Sud dell’Italia e a sua volta tra Nord Europa e Mediterraneo. La sua storia è legata all’influenza di culture e popoli che hanno di volta in volta “segnato” il territorio e contribuito allo sviluppo economico e culturale della città. I primi insediamenti umani sono già presenti nell’età del bronzo, tra le colline più basse e la zona di pianura (tra due affluenti del fiume Reno, l’Aposa e il Ravone). Tra il X e il IX Secolo si iniziano a formare i primi villaggi della civiltà villanoviana: a Villanova di Castenaso è stato scoperto uno dei primi siti sorti nel periodo dell’età del ferro. Nei secoli a seguire, dai primi decenni del VI Secolo a.C., inizia l’influenza economica e culturale degli Etruschi: Bologna diventa la capitale Felsina. In seguito, tra il V e IV secolo a.C., i Galli Boi cominciano ad occupare le zone della penisola e gli Etruschi vengono gradualmente messi in minoranza. La supremazia dei Galli nell’area felsinea si prolunga fino all’arrivo dei Romani, nel 196 a.C., e sette anni più tardi (189 a.C.), viene fondata Bononia, una colonia di diritto latino con autonomia amministrativa. Dopo la caduta dell’Impero Romano nel 476 d.C., la città fu dominata, nel corso dei secoli, da Goti, Bizantini, Longobardi. Nel 774 la città viene annessa da Carlo Magno dopo la vittoria sui Longobardi e viene consegnata al Papa Adriano I. Nel 1088 viene fondata quella che è riconosciuta oggi come la prima università del mondo occidentale: Alma Mater Studiorum. La presenza dell’Università rappresentò un elemento trainante per lo sviluppo economico e culturale della città, consentendo a Bologna di proiettarsi già a livello internazionale come città cosmopolita. I periodi di lotta e di scontro caratterizzano la vita dei bolognesi. Tra i principali eventi del periodo vi sono la sconfitta dell’Imperatore Federico Barbarossa nel 1176, grazie all’alleanza con i Comuni Italiani riuniti nella Lega Lombarda, e la cattura nel 1249 di Re Enzo, figlio dell’Imperatore Federico II. Il prigioniero rimase rinchiuso a Bologna nel palazzo che oggi porta il suo nome: Palazzo Re Enzo. Nella seconda metà del XIII secolo, la città vive il periodo delle “lotte” tra guelfi e ghibellini, con alterne fortune. Tra il XIV e il XV secolo Bologna viene governata dalle famiglie Pepoli e Bentivoglio, nomi tuttora assai presenti nella toponomastica cittadina. Ai Bentivoglio, in particolare, si deve gran parte dell’arte rinascimentale presente in città. Alla fine del XIII Secolo vivono a Bologna circa 60.000 persone (la quinta città europea per popolazione del tempo) e grazie all’industria del tessile diviene uno dei maggior centri industriali d’Italia. La città si era dotata di un sistema di canali d’acqua (tra il più avanzato d’Europa) per alimentare i numerosi mulini dedicati alla lavorazione del tessile e per il trasporto su acqua delle merci. È il momento della forte espansione economica e il periodo in cui cominciano ad essere edificate le case-torri. Nel 1506 la città viene conquistata da Papa Giulio II e annessa allo Stato Pontificio fino al 1860. Va, però, ricordato che la dominazione papalina fu interrotta dal governo napoleonico tra 1796 e il 1815, anno in cui per volontà del congresso di Vienna la città ritornò alla Chiesa. Nel 1860 la città viene annessa al Regno di Sardegna, poi d’Italia.  Durante la Seconda Guerra Mondiale, Bologna fu un importante centro urbano di raccordo ed in particolare il valore strategico del suo nodo ferroviario rese la città obiettivo primario da parte dei comandi Alleati. Bombardata a più riprese, nel 1944 la città diviene il retrovia della “Linea Gotica”, lo sbarramento creato dai tedeschi sull’Appennino tosco-emiliano.
Palazzo dell’Archiginnasio Il palazzo dell’Archiginnasio fu costruito fra il 1562 ed il 1563 per volere del Legato pontificio di Bologna, il cardinale Carlo Borromeo e del Vicelegato Pier Donato Cesi, su progetto dell’architetto bolognese Antonio Morandi detto Terribilia. Lo scopo dell’operazione, maturata nel clima culturale del Concilio di Trento, era quello di dare una sede unitaria all’insegnamento universitario fino allora disperso in varie sedi. Il palazzo presenta all’esterno un lungo portico di 30 arcate e si articola in due piani intorno ad un cortile
centrale a doppio ordine di logge. Due ampi scaloni conducono al piano superiore che presenta 10 aule scolastiche (oggi non visitabili poichè costituiscono i depositi principali di libri della Biblioteca) e due aule magne poste alle estremità del fabbricato, una per gli Artisti (oggi Sala di lettura della Biblioteca) e una per i Legisti (detta in seguito anche Sala dello Stabat Mater). Le pareti delle sale, le volte degli scaloni e dei loggiati sono fittamente decorate da iscrizioni e monumenti celebrativi dei maestri dello Studio e da migliaia di stemmi e di nomi di studenti. L’edificio cessò la sua funzione universitaria nel 1803; dal 1838, dopo essere stato per alcuni anni scuola elementare, è sede della Biblioteca. Al piano terreno alcune delle antiche aule sono occupate dalla Società Medica Chirurgica e dall’Accademia di Agricoltura
Conserva di Valverde Bagni di Mario era il nome erroneamente dato alla Conserva di Valverde, che si suppose luogo per uso termale quando venne scoperta, nel XX secolo, anche se in realtà non ha mai avuto attinenza con quell’uso. Cisterna di epoca rinascimentale (1563) eseguita da Tommaso Laureti, architetto palermitano, fu realizzata per alimentare la Fontana del Nettuno e altre particolarità idrauliche come l’Orto dei Semplici (oggi piazza coperta della ex Sala Borsa). La struttura è impostata su due livelli.
Basilica di San Petronio La Basilica di San Petronio, dedicata al patrono cittadino, sorge in Piazza Maggiore ed è la più grande e importante chiesa bolognese. La costruzione fu iniziata nel 1390 sotto la direzione di Antonio di Vincenzo. Nel 1514 Arduino degli Arriguzzi propose un nuovo modello a croce latina che avrebbe superato in grandezza la chiesa di San Pietro a Roma, ma, secondo la leggenda, Pio IV ne bloccò la realizzazione sollecitando i lavori per la costruzione dell’Archiginnasio. Anche la facciata rimase incompiuta, rivestita parzialmente in marmo da Giacomo Ranuzzi a partire dal 1538. L’interno del tempio, costruito in epoche diverse, è diviso in tre navate su cui si aprono ventidue cappelle decorate da artisti tra cui Francesco Francia, Lorenzo Costa, Parmigianino, Donato Creti. Celebre è la Cappella musicale di San Petronio, la più antica istituzione musicale di Bologna (1436), il cui simbolo più prestigioso è un organo tuttora funzionante, che, costruito attorno al 1470 da Lorenzo da Prato, è il più vecchio al mondo ancora in uso. Molto visitata anche la Cappella dei Re Magi (IV) già Bolognini, le cui pareti furono sontuosamente affrescate da Giovanni da Modena con scene che rappresentano “Il Paradiso” e “l’Inferno”. Molto nota è anche la meridiana dell’astronomo Cassini, che con i suoi 67,27 metri, è la più lunga al mondo.
 
Santa Maria della Vita La chiesa, cui spetta il titolo di santuario, venne ampliata fra il 1454 e il 1502 e ricostruita alla fine del XVII secolo dall’architetto G.B. Bergonzoni dopo un rovinoso crollo del soffitto avvenuto nel 1686. La cupola fu innalzata nel 1787 su disegno di Giuseppe Tubertini. Divenuta il più importante esemplare del Barocco Bolognese, la chiesa custodisce il “Compianto sul Cristo Morto” di Niccolò dell’Arca, risalente alla seconda metà del Quattrocento e definito “urlo di pietra” da Gabriele D’Annunzio. Fu fondata dalla Confraternita dei Battuti Bianchi che, proprio per la sua intensa attività assistenziale, nel 1287 erige il complesso comprendente anche un ospedale. Con le riforme napoleoniche del 1796 – 97, i beni della Confraternita vengono espropriati e diventano pubblici. L’ospedale, noto dal 1814 come Ospedale Maggiore, venne raso al suolo dai bombardamenti nel 1943.
Sette Chiese Quello di Santo Stefano è il complesso più singolare di Bologna, vero santuario cittadino e culla della fede dei padri. È noto soprattutto come “sette chiese” perché composto dall’unione di più edifici sorti in epoche diverse. Le origini del complesso sono controverse e discusse. Secondo l’ipotesi più accreditata fu elevato da Petronio sulle rovine di un tempio pagano preesistente, vicino al quale sarebbero state poi affiancate una riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme e, accanto al sacello con le spoglie dei protomartiri bolognesi Vitale e Agricola, gli edifici eretti fra il X e il XIII secolo dai Benedettini. Sulla piazza si affacciano la chiesa del Crocifisso, di origine longobarda, del Calvario e dei SS. Vitale e Agricola e la chiesa della Trinità, ristrutturata fra il XII e il XIII secolo. All’interno si possono ammirare inoltre il Cortile di Pilato, con un bacile marmoreo donato da Liutprando e Ilprando, re dei Longobardi e il chiostro benedettino a duplice loggiato (sec. X-XIII), una delle più superbe creazioni del romanico emiliano. 
 
 
Finestrella di via Piella Passando sotto Porta Govese o Torresotto dei Piella si giunge alla celebre Finestrella sul Canale delle Moline e al ponte sul canale, entrambi con affaccio. Quest’angolo di città è noto come “la piccola Venezia”. Affacciandosi fra i palazzi, si può vedere scorrere uno dei pochi tratti d’acqua che tra i primi del Novecento e il dopoguerra non fu ricoperto di asfalto. Il canale delle Moline è la prosecuzione del canale di Reno. Per buona parte del suo itinerario il canale delle Moline è rinchiuso tra le case, come si vede dalla Finestrella, e per questo in passato è rimasto a lungo nascosto alla vista. 
 
Programma
La giornata prevede la partenza alle ore 8.00 da Novellara (Re) per dirigersi in direzione di Bologna. Alle ore 9.30 saremo presso la Conserva di Valverde dove visiteremo assistiti da una guida turistica i “Bagni di Mario”, una cisterna di epoca rinascimentale utilizzata per alimentare la Fontana del Nettuno. Terminata la visita, alle ore 11.00 ci recheremo al Palazzo dell’Archiginnasio, che fu sede centrale dell’Università di Bologna, dove visiteremo il Teatro Anatomico.
Ore 12.150-13.30 possibilità di Pranzo presso Osteria Trattoria “Buco Manzoni” https://www.bucamanzoni.it/?lang=it Menù tipico fisso € 25.00 a persona: Antipasto – Primo piatto – Dolce.  Bevande (1/2 acqua e ¼ di vino) e caffè incluse. Necessaria conferma entro 15 febbraio.  E’ lasciata libera scelta ai partecipanti di poter eventualmente pranzare al sacco.
 
Il percorso alla scoperta della città proseguirà nel pomeriggio con la visita a Piazza Maggiore, con la Fontana del Nettuno e la Basilica di San Petronio. Alle 15.30 ci dirigeremo poi verso la chiesa di Santa Maria della Vita che custodisce il celebre “Compianto su Cristo morto” opera di Niccolò dell’Arca e Piazza Santo Stefano dove visiteremo il complesso ecclesiastico di Santo Stefano, meglio noto come “Le sette chiese”. Uscendo da Piazza Santo Stefano, passando sotto le Due Torri, ci dirigeremo verso il quartiere ebraico. Il percorso si concluderà con la visita alla “Piccola Venezia”, la zona di Bologna in cui è visibile Canale delle Moline dalla celebre Finestrella di Via Piella.  Il rientro a Novellara è previsto per le ore 19.30 circa.
 
Biglietti Ingresso: Conserva di Valverde: € 5,00 Palazzo dell’Archiginnasio: € 3,00 Cappella Bolognini in San Petronio: € 1,00 Santa Maria della Vita: € 3,00
 
Orario di partenza: ore 8,00  da piazza Unità d’ Italia  Novellara  con  pullman.
 
Arrivo a Bologna : ore  9,15
 
Rientro  previsto : ore 19,30/20.00  
 
Quota di partecipazione per uscita con pullman 52 posti:   Soci CAI € 15,00  Non soci CAI € 25,00   Ragazzi Soci CAI € 10,00 Ragazzi Non soci CAI € 20,00. Saremo accompagnati alla visita della città dalla Prof.ssa Emanuela Croci Insegnante di Italiano e Storia presso il Liceo Corso di Carpi e Socia CAI Novellara.
 
NB: Il termine delle iscrizioni è fissato per Venerdì 23 Febbario 2020. Se non sarà raggiunto il numero minimo di iscrizioni per effettuare l’uscita con il pullman la gita si effettuerà ugualmente ma con mezzi propri.
 
 
Per informazioni :  Emanuela Croci  347.0710364
 
Per prenotazioni : Graziella  Calzetti  347.1657696
 

Pullman

Uscita in pullman

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La Stampa

Gli Articoli più recenti

 

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Articoli pubblicati su “Il Borgo” di Emanuela e su “Lo Scarpone” del Family CAI Cassino, quest’ultimo relativo all’iniziativa social per bambini in programma Sabato 6 giugno 2020,  con l’incontro nel “Bosco Digitale” tra lo gnomo Granello e la Sig.a Tasso.

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Articolo di Emanuela pubblicato (Giugno 2020) su “Filodiretto”.

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Su Lo Scarpone l’organo on-line del CAI la bella iniziativa con il Family CAI
 

Articolo pubblicato su Lo Scarpone, l’organo on-line del CAI, sull’iniziativa di Sabato scorso 9 Maggio 2020 con il laboratorio nel “cortile digitale” del Family CAI Novellara per i più piccoli.

Riportiamo anche alcuni significativi commenti sull’iniziativa:

“E’ stata bravissima ! La storia del sentiero e della signora Tasso è proprio bella e lei l’ha raccontata in modo piacevolissimo”   Giuliana Family Cai Cassino

“Ottimo pomeriggio con tanti bimbi, sotto chi tocca per il prossimo appuntamento” Fabrizio Family CAI Parma

“Vi aspettiamo insieme agli gnomi granello e briciola amici della natura !” Luciana Family CAI Cassino

http://www.loscarpone.cai.it/news/items/family-cai-i-bambini-della-sezione-di-novellara-a-spasso-nel-sentiero-della-signoratasso.html

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Articolo pubblicato su Lo Scarpone, l’organo on-line del CAI.  

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L’articolo di Emanuela pubblicato su Lo Scarpone, l’organo on-line del CAI.

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Articolo pubblicato il 4 Maggio 2020 su “Il Resto del Carlino”.

Buona lettura.

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Articolo de Lo Scarpone sul progetto di Outdoor Education del Family CAI Novellara in collaborazione con la ricercatrice e docente universitaria Barbara Bocchi sul sentiero CAI 608 nelle Valli di Novellara e Reggiolo.

Buona lettura.