Primo piano

Serate “Le foto delle mie vacanze”

 

Con Ottobre intendiamo lanciare una simpatica iniziativa che vedrà protagonisti alcuni dei ns. soci che ci accompagneranno in  splendidi viaggi nelle località dove hanno trascorso le loro vacanze.

“Le foto delle mie vacanze” l’iniziativa che prende il via Venerdì 7 Ottobre nella sede della ns. Sottosezione in Via Petrarca, 16 a Novellara (Parco Augusto Daolio), inizio proiezioni ore 21,15.

Ecco il programma:

 Venerdì 7 Ottobre 2016        Trekking dei Vulcani – L’Etna e le isole della Sicilia     Federica e Alessandro

Venerdì 14 Ottobre 2016      All’ombra dell’Ararat. Viaggio in Armenia.                      Riccardo e Alda

Venerdì 21 Ottobre 2016      Dolomiti Alta Via nr. 3 – Sulle orme di Brovelli e Tolot        Leo e Alice

Venerdì 28 Ottobre 2016      America                                                  Renato-Erica e Massimo-Lorenza

 

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 Serate “Sulle orme de Parco” al CAI Reggio Emilia

 

Una bella iniziativa del CAI Reggio Emilia.

5 serate per conoscere meglio il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, recentemente riconosciuto dall’UNESCO Riserva MAB.

Si comincia Martedì 4 Ottobre 2016 alle ore 21.00 nella sede CAI di Reggio Emilia – Viale dei Mille, 32.

Saranno ospiti Marco Tirelli  (socio CAI nella ns. Sottosezione) e Francesco Beccari che ci porteranno in viaggio sull’Appennino con le loro immagini.

Marco Tirelli grazie alle nuove tecnologie ci accompagnerà, con il suo drone, alla scoperta di angoli nascosti all’obiettivo fotografico.

Da non perdere.

 

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PRIMO CONCORSO FOTOGRAFICO copia

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Il Comune di Novellara ha accettato la richiesta della ns. Sottosezione per la realizzazione di un percorso escursionistico nelle Valli di Novellara, contiamo per fine primavera-inizio estate di poterlo inaugurare con una segnaletica di informazione e di indicazione adeguata.

In occasione dell’inaugurazione vogliamo realizzare un nuovo libro che parli con immagini e storie di questo territorio, tra i siti di importanza comunitaria (SIC) in virtù della presenza di numerose rarità botaniche e faunistiche. Il concorso intende portare alla  conoscenza la molteplicità degli elementi di interesse insiti nel suo ambiente, che non sono solo di tipo “ecologico”, ma anche storico, culturale e sociale. Le foto che parteciperanno al concorso saranno in buona parte utilizzate per la pubblicazione del libro.

 

REGOLAMENTO-ISCRIZIONE AL CONCORSO

 

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Articolo pubblicato su “Filodiretto”

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L’articolo pubblicato il 5 Maggio 2015 su “Prima Pagina Reggio”, relativo al Primo Concorso Fotografico “Andar per le Valli – La bellezza dei suoi paesaggi”.

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2 Ottobre 2016

Appennino Reggiano

Ospitaletto – Monte Cavalbianco – Passo Pradarena

 

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Partenza: Ospitaletto di Ligonchio (Comune di Ventasso – RE)

La partenza della nostra escursione è sulla strada provinciale che dal paese di Ospitaletto (frazione di Ligonchio, oggi Ventasso) sale al Passo Pradarena. In località Pianella (1350mt.) si lascia infatti la strada asfaltata per seguire il sentiero con segnavia 643. Il percorso segue una strada forestale che si immerge in un fresco bosco e sale leggermente fino alla zona detta Il Tornello (1482 mt.), che costituisce il fondo del catino glaciale posto a nord del Monte Cavalbianco.

Da qui il sentiero 643, che continuiamo a seguire, abbandona la strada forestale e sale per circa 200mt. di dislivello lungo ripiani morenici rivestiti da una faggeta a lembi intervallata da radure e faggi imponenti isolati. Si raggiunge così il cuore del catino glaciale (detto anche La Buca, 1681 mt), un bellissimo vallone ricco di mirtilleti.

Da questo punto è possibile abbandonare il sentiero 643, che sale direttamente verso il Passo Pradarena, per seguire una traccia di sentiero (non segnato) che passando tra i mirtilli risale serpeggiando tutto il catino fino a raggiungere il crinale sul versante Nord del Monte Cavalbianco. Da qui, sempre per traccia non segnata, si percorre il crinale in direzione SE e in breve (facendo attenzione solo ad un ultimo tratto un po’ esposto) si raggiunge la cime del Monte Cavalbianco, 1855 mt.

Proteso verso l’alta Val Secchia a dividere le vallate di Riàrbero e d’Ozola, il Monte Cavalbianco pare sia sempre stato un poderoso confine, nonostante la vetta non si trovi sulla linea del crinale appenninico tosco-emiliano. L’ambiente si presenta con una morfologia tipica dei circhi glaciali, i suoi versanti scendono graduali sulle vallate circostanti, tra poggi, coste, vallecole e dalle prateria d’alta quota del monte si gode un’ampia panoramica sul territorio compreso nel Parco del Gigante, sulla Pietra di Bismantova e sulle zone collinari dell’intorno, mentre nelle giornate terse si possono vedere i primi rilievi prealpini. Verso sud sono visibili le Alpi Apuane. Qui l’innevamento, come a tutte le quote maggiori, persiste fino a tarda primavera: è questa una delle ragioni per cui la vita è consentita unicamente a piante di piccola taglia, di tipo alpino.

Dalla cima proseguiamo il cammino. Si scende sul versante Sud, con tratti ripidi, ma mai difficili, seguendo la traccia del Sentiero CAI 643A, che si mantiene quasi sempre lungo il crinale divisorio tra le vallate del Riàrbero a destra e della Rossèndola a sinistra. Proprio di fronte la vista si allarga sulla Garfagnana e verso profilo seghettato delle Alpi Apuane. La discesa raggiunge una faggeta in cui vi si inoltra, fino ad incrociare e quindi riprendere il sentiero 643, che avevamo abbandonato presso La Buca. Continuiamo quindi sul sentiero 643 per arrivare in pochi minuti al Passo Pradarena, 1575 mt., dove è possibile fermarsi per il pranzo al sacco sui bellissimi prati circostanti.

Il Passo di Pradarena è un’antichissima via che collegava le città della pianura padana al centro Italia e l’Appennino Reggiano alla Garfagnana. In particolare era probabilmente un punto di collegamento su un’antica strada romana che andava da Parma a Lucca. Nel Medioevo fu transito dei pellegrini per Roma con tanto di ospizi simmetrici, a 1200 mt di altitudine circa, sui due versanti (ancora oggi Ospitaletto a nord e Ospedaletto a sud). Solo nei primi anni ’70 fu raggiunto da una strada di valico, una delle più alte dell’intero Appennino, cui si aggiunsero impianti Enel per testare i materiali con i forti venti che spesso affliggono il valico.

Dal Passo, ci si dirige verso Est, sul Sentiero CAI 639, per poi poco dopo deviare a sinistra su una strada forestale ricavata dalla vecchia strada che collegava Ospitaletto al Passo. La si percorre tutta in buona discesa, sempre all’interno di un rigogliosissimo bosco, fino ad incrociare la strada asfaltata provinciale, poco sopra l’abitato di Ospitaletto. Da qui occorre prendere la strada in salita per un Km circa per ritornare all’imbocco iniziale del nostro itinerario e quindi completare l’escursione.

Difficoltà: E – Escursionistico.

Itinerario su sentieri, mulattiere, strade forestali senza difficoltà tecniche. E’ richiesta solo particolare attenzione nell’avvicinamento finale alla cima del Monte Cavalbianco per la presenza di alcuni brevissimi tratti esposti.

Non è richiesto un allenamento specifico, se non l’abitudine alle camminate di più ore.

Dislivello significativo.

Durata: 4,30 ore circa

Dislivello salita: 600 mt.circa

Dislivello discesa: 600 mt. circa.

Segnavia: Sentieri CAI 643, 643A, 639.

Altitudine dell’escursione: tra 1275 mt e 1855 mt. slm

INFORMAZIONI UTILI

Equipaggiamento obbligatorio: zaino, scarponi da escursionismo, acqua (1 lt circa) e cibo per le soste/pranzo al sacco, giacca impermeabile e/o mantella adatte anche a temperature autunnali/invernali, pile o maglione pesante, pantaloni da escursionismo, copricapo.

Equipaggiamento consigliato: occhiali da sole.

Pranzo: al sacco

Orario di partenza: ore 7.00 – P.zza Unità d’Italia – Novellara – con mezzi propri

Arrivo a Ospitaletto (RE): ore 9.15

Inizio escursione: ore 9.30

Fine Escursione: ore 15.30

Rientro previsto: ore 18.00

Per informazioni: Giorgio Galli 335-5618177

Per prenotazioni: Graziella Calzetti 347-1657696

Quote di partecipazione: Soci CAI € 5,00  Non Soci CAI € 10,00 Bambini gratuito

Per i non soci CAI è necessario avere conferma entro il Mercoledì precedente la data dell’uscita per poter effettuare l’assicurazione. Oltre questo termine non sarà più possibile procedere all’iscrizione.

Per tutti gli iscritti all’escursione: entro il mercoledì precedente la data dell’uscita è necessario comunicare se interessati al pranzo/merenda in trattoria.

I minori di 18 anni debbono essere obbligatoriamente accompagnati da persona garante e responsabile.

La quota NON COMPRENDE: il viaggio da e per la località di partenza; il pranzo e tutto quanto non espressamente indicato.

L’itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali, oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.

 

 

 

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8-9 Ottobre 2016

Montagna & Benessere

Sezione Femminile del CAI Novellara – Anno 2°

 

Dopo il successo dello scorso anno a grande richiesta viene organizzata anche quest’anno, dalla sezione femminile della ns. Sottosezione, per il week-end del 8-9 Ottobre 2016, l’iniziativa “Montagna & Benessere”.

Iniziativa esclusivamente riservata alle signore, i “maschietti” non sono invitati.

Nel cuore della Val di Fassa nell’accogliente atmosfera dell’Hotel La Perla a Canazei (http://www.hotellaperla.net/) dotato di un moderno Centro benessere con piscina, saune e zona relax, soggiorneremo per trascorrere piacevoli momenti di svago e divertimento dopo rigeneranti camminate nello splendido scenario delle Dolomiti.

Quota a persona € 85,00 (Trattamento ½ pensione comprensiva di ingresso zona benessere).

Viaggio con mezzi propri. Posti limitati a 15/20 persone (dando precedenza ai soci CAI).

L’Hotel ha chiesto conferma entro il 15 Settembre e il versamento di una caparra di € 25,00 a persona.

Per informazioni contattare Marzia 348-2701475, Cosetta 347-3720283, Nella 328-3784045

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Sabato 8 e Domenica 9 Ottobre 2016

Trieste e il Carso

“Sulle tracce della Grande Guerra”

 

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In attesa di ricevere da  James Garimberti, che ci accompagnerà nell’uscita, il programma dettagliato chiediamo a tutti coloro che pensano di essere interessati all’escursione di dare una prima conferma in modo da verificare se ci sono le condizioni per poter organizzare il pullman.

Grazie per la collaborazione.

 

 

 

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16 Ottobre 2016

Ferrata Deanna Orlandini

 

Invitiamo i soci che intendessero partecipare all’uscita di dare la propria conferma per tempo visto che l’organizzazione della ferrata è gestita direttamente dal Gruppo CAI di Reggio Emilia.

Raggiunto un numero massimo di 20 partecipanti non sarà più possibile accettare iscrizioni.

Ringraziamo per l’attenzione e la collaborazione

 

 

 

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22-23 Ottobre 2016

Uscita Torino

“Alle origini del Club Alpino Italiano”

 

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Sabato 22 Ottobre 2016 

Ore 06.00        Partenza con pullman da P.zza Unità d’Italia 

Ore 10.00        Palazzina di caccia di Stupinigi con guida (durata visita 1,15 h) 

Ore 13,10        Visita Museo Egizio con guida (2 h) 

                          Nel trasferimento verso Palazzo Reale visita al centro storico della città 

Ore 16,30        Visita Palazzo Reale. Galleria Sabauda, Armeria Reale e Museo Antichità (2 h) 

Ore 19,00        Arrivo in Albergo Best Western Hotel Genio

Ore 21.00        Trasferimento Ristorante Monte dei Cappuccini per cena con menù tradizionale piemontese 

                        Rientro in Albergo

 

Domenica 23 Ottobre 2016 

Ore 08,00        Colazione 

Ore 08,45        Visita al Parco del Valentino e Castello 

Ore 10,30        Visita al Museo della Montagna (2 h) 

Ore 14,30        Visita Palazzo Madama (2 h) 

Ore 17,00        Partenza per rientro previsto per le ore 20,00 

 

INFORMAZIONI UTILI 

Equipaggiamento consigliato: zaino, scarponcini leggeri da trekking, acqua , giacca impermeabile , copricapo, occhiali da sole. 

Pranzo: Al sacco sia Sabato 22 che Domenica 23 Ottobre 2016. 

Per informazioni: Giordano Lusuardi 329-2330389

Per prenotazioni: Graziella Calzetti 347-1657696 

Quote di partecipazione: Soci CAI € 170,00  Non Soci CAI € 190,00  

Necessario per conferma versamento della caparra di € 70,00 entro 30 Settembre 2016. 

La quota comprende:  viaggio in pullman, pernottamento con prima colazione a buffet, cena in ristorante con cucina tipica piemontese, nr. 5 ingressi a musei e palazzi (di cui 3 con guide).

La quota non comprende : i pranzi di Sabato e Domenica e quanto non indicato alla voce: “La quota comprende”. Per camera singola supplemento € 20,00.

 

 

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Sottosezione CAI di Novellara

 

Logo CAI Novellara

 

Con il bollino del giovane camoscio Torreggiani Nicolò abbiamo raggiunto il “ragguardevole” numero di 150 soci !!!

Complimentoni a tutti !!!!!

E l’avventura continua …….

Buona montagna a grandi e piccini !!!

 

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Resoconto Festa Perù al Rifugio Sgabo

 

Pubblichiamo il resoconto della splendida serata di sabato scorso (17/09/2016) inoltrato dagli amici del Rifugio Sgabo.

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Il ricavato è stato devoluto a favore di organizzazioni che operano sul territorio Peruviano

 

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Il filmato relativo alla festa, montato ottimamente da Sergio Gibellini “amico degli amici del

Rifugio Sgabo”.

 

 

 

 

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Uscita Val di Fassa

effettuata lo scorso 16 e 17 Luglio (2016)

 

Pubblichiamo un simpatico articolo di Alessandro che ha partecipato per la prima volta la settimana scorsa ad una uscita con il CAI di Novellara.

Buona lettura.

 

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Gruppo Sella, sentiero 666: un tranquillo weekend in altura

di Alessandro Cagossi

Gli amici Matteo (Magnani) e Gabriella (Mastrosimome) mi segnalano una bella escursione organizzata in Trentino dal CAI di Novellara. Due giorni in escursione sul Gruppo Sella, partenza dal passo Gardena e arrivo al passo Fedaia. Fattibilissima, non esageratamente impegnativa, mi dicono: 900 metri di salita. Da novellini del CAI, decidiamo di iscriverci tutti e tre. Ci sarà da sgambare, ma sicuramente quelli del CAI di Novellara sanno che se la fatica supera il gusto, meglio darsi al lambrusco.  Senz’altro si tratterà di passare un tranquillo weekend in altura, una bella passeggiata della salute intramezzata da soste rinfrancanti in verdi prati ombreggiati da boschi secolari. Qua e là famigliole amanti della natura, bambini che giocherellano, escursionisti che discettano sulla morfologia delle dolomiti e amanti degli animali a caccia di qualche bella farfalla da aggiungere alle loro collezioni. Senz’altro non mancheranno pic-nic pantagruelici all’insegna delle specialità trentine, seguiti da qualche siesta baciata dalla fresca brezza di montagna.

Si parte il sabato mattina. Siamo in quattordici. Ritrovo fissato alle 5:30 in piazza a Novellara (24 m s.l.m.). Arriviamo alle 5:37 (c-i-n-q-u-e  e  t-r-e-n-t-a-s-e-t-t-e). Il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, ci informa che “noi al CAI di Novellara se diciamo cinque e mezza significa che partiamo alle cinque e mezza, non che ci troviamo alle cinque e trentasette”. Avviso numero uno ai novelli escursionisti. Arriviamo in macchina al passo Gardena (2121 m s.l.m.) dove uno di noi ha un problema agli scarponi. Il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, ci informa che “noi al CAI di Novellara controlliamo gli scarponi il giorno prima dell’escursione”. Avviso numero due. A questo punto noi tre novellini pensiamo che si tratterà di un tranquillo weekend di paura. Il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, penserà lo stesso, del resto come dargli torto? Anche il capogita Fabio Freddi e il resto della truppa cominciano a nutrire seri dubbi sui nuovi arrivati. Il rischio è di passare due giorni a base di avvisi, sermoni e litanie.

Finalmente siamo pronti per la “passeggiata della salute”. Il capogita Freddi ci informa che oggi affronteremo il sentiero numero 666 (sei-sei-sei). Neanche farlo apposta, il sentiero del diavolo. Se si tratta di umorismo dell’alpinista, dev’essere senz’altro humor nero. Di fronte a noi, sotto al sole cocente, si staglia un muro di rocce, pietre e ghiaia. Più sopra un altro muro di rocce, pietre e ghiaia. Il sentiero sei-sei-sei? Si inerpica tra rocce, pietre e ghiaia. Non c’è un filo di erba. Di boschi ombreggiati non c’è traccia. Mancano anche le farfalle. I corvi no, quelli non mancano. Probabilmente più in alto ci sono avvoltoi in cerca di carcasse. Altro che paradiso, bisogna stare attenti. Ad un certo punto dopo ore di arrampicata tra rocce, pietre e ghiaia proseguiamo la passeggiata della salute appesi a delle funi di acciaio e in bilico su scalini di ferro infilati nei massi. Di sotto c’è l’abisso. Il capogita Freddi ci dice: “metti i piedi qua, metti i piedi là, appoggia le mani qui, appoggia le mani là, altrimenti cadi…”. Molto rassicurante. Per fortuna che c’è Freddi.

Superiamo la ferrata ed ecco che verso l’ora di pranzo in un pianoro s’intravede il rifugio Cavazza al Pisciadu’ (2585 m s.l.m.). Finalmente uno sprazzo di luce dopo ore di sudore e fatica. Mi dirigo spedito verso il menù alla ricerca di piatti tipici, ma all’improvviso dal nulla mi piomba addosso il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, che mi intima: “noi al CAI di Novellara mangiamo solo una volta arrivati in cima, quindi qui faremo solo uno spuntino breve, non possiamo appesantirci mangiando troppo”. Io che in quel momento avrei mangiato un mezzo capriolo mi sono dovuto accontentare di una banana, caffè e un po’ di cioccolata.

Proseguiamo la passeggiata della salute. A un certo punto, dopo l’ennesimo muro di rocce, pietre e ghiaia, strabuzzo gli occhi e mi accorgo che stiamo camminando sulla neve. Roba da non credere, è metà luglio. Poi sotto a dei roccioni compaiono delle stalattiti di ghiaccio. Effettivamente fa freschino. A metà pomeriggio, in cima all’ultimo muro di rocce, ghiaia, sassi, neve e ghiaccio c’è un paesaggio lunare che ospita la nostra destinazione, il rifugio Boe’ (2871 m s.l.m.). Roba dell’altro mondo. Fuori ci sono sette gradi ma ci preannunciano che di notte la temperatura andrà sotto zero. Va bene cercare il fresco, ma non esageriamo. Anche perché con me ho solo una felpa. Al riguardo, il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, mi fa notare che “noi al CAI di Novellara quando diciamo che è richiesto un abbigliamento da alta montagna, intendiamo abbigliamento da alta montagna”.

Al rifugio Boe’ cerchiamo di goderci il tramonto al riparo dal freddo, ceniamo e cominciamo con i giri di grappa prima di andare a letto. Proprio quando la situazione si sta per scaldare, il proprietario del rifugio, un vecchio lupo di montagna, con accento un po’ trentino, un po’ austriaco, e un po’ ladino, dice alla compagnia che ostinatamente chiede ancora grappini: “alle 10 spengo tutte le luci, poi sono affari vostri”. Saliamo nelle stanze, ovviamente non riscaldate. Durante la notte si sentono le raffiche di vento gelido sul tetto: qui non ne usciamo vivi, mi dico. Ma alla fine il sonno prende il sopravvento.

Alla mattina ci svegliamo. Dicono che non fa freddo, infatti ci sono ben tre gradi (sopra lo zero). Dicono anche che ci aspetta una giornata relativamente facile rispetto a ieri: circa 12 km da camminare, ma con molta discesa. Più facile di così si muore. Dopo la colazione, partiamo infreddoliti cercando di non sprofondare nella neve e non scivolare nel ghiaccio. Tra falsipiani, valloni e paesaggi lunari arriviamo alla forcella del Pordoi (2848 m s.l.m.) da dove scenderemo una volta per tutte dal Gruppo del Sella. Guardi giù e vedi l’abisso. Il presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, ci rivela che “noi al CAI di Novellara di fronte a discese del genere ringraziamo sentitamente in anticipo adduttori e ginocchia per il loro sostegno”. Intraprendiamo il canalone detritico di rocce, pietre e ghiaia (frananti) con una discesa a zig zag talmente ripida che quasi quasi fa rimpiangere la salita. Ma quando ti fermi per tirare il fiato e guardi su, non ti viene esattamente voglia di salire. E allora non ti resta che scendere, possibilmente non rotolando.

Dopo due ore di discesa arriviamo al Passo Pordoi (2239m s.l.m.), da cui prendiamo il sentiero “Viel dal Pan”. Recita il programma dell’escursione: “facile tracciato erboso sulla catena del monte Padon con bellissima vista sulla parete nord della Marmolada, la Regina delle Dolomiti”. Effettivamente, a un certo punto fa la sua ricomparsa l’erba. Dopo un giorno e mezzo di rocce, sassi e ghiaia entriamo in un prato. Anche se si tratta dell’ultima discesa, sembra proprio un percorso a ostacoli, e bisogna stare concentrati a non beccarsi storte e malanni. Più che ammirare la Regina delle Dolomiti, bisogna stare attenti alle buche.

Procedendo in discesa si raggiunge il lago della Fedaia (2054m s.l.m.), dove termina l’escursione. Dopo due giorni a piedi, finalmente arriviamo alle macchine. Alcuni sostengono di non sentire più le gambe, altri lamentano dolori alle ginocchia, altri ancora hanno visioni mistiche. L’ultima parola spetta al presidente del CAI di Novellara, Giordano Lusuardi detto Tano, che ha salutato gli escursionisti con sagge parole che andrebbero scolpite nel marmo: “noi al CAI di Novellara quando diciamo passeggiata della salute intendiamo un tranquillo weekend in altura”.

 

 

 

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Rubes, Fabio e Livio

dal Centro Casarotto di Macarà in Peru’

 

Lo scorso 16 Luglio è stato il 30° anniversario della scomparsa di Renato Casarotto. Rubes, Fabio e Livio che sono andati in spedizione in Perù, quest’anno hanno soggiornato al Centro Casarotto di Marcarà e hanno ricevuto del materiale che ricorda l’alpinista.

 

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Cari amici “Andinisti”

oggi, 16 luglio, è il Trentesimo anniversario della scomparsa di Renato Casarotto.

Al termine di un incredibile tentativo sullo Sperone sud-sud-est del K2, è morto precipitando in un crepaccio ai piedi della montagna.

Qui a Marcarà, in Perù, dove è dedicato alla sua memoria il Centro di Andinismo gestito dalle Guide di Alta Montagna Don Bosco 6000, abbiamo ricordato Renato Casarotto con una messa celebrata sulla cima del Pisco.

Padre Bube, parroco di Shilla, padre Raffaele, parroco di Marcarà, Alipa, responsabile della Cooperativa di Jangas, Luca, volontario della missione OMG di Shilla, Enrico, volontario OMG impegnato nella gestione dei Refugios Andinos, sono saliti sulla vetta del Pisco, da dove si vede la parete nord del Huascaran norte, per ricordare Renato.

In allegato il ricordo che abbiamo esposto nel “comedor” del Centro Andinismo Renato Casarotto, un articolo di Agostino Da Polenza sulla serata che Vicenza e TrentoFilmFestival hanno dedicato a Renato, l’indirizzo web del trailer del film “Solo di Cordata” ed una foto tratta dal film.

http://solodicordata.wixsite.com/solodicordata

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Un caro saluto a tutti dal Centro Andinismo Renato Casarotto, ciao.

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Articolo di Marina Davolio pubblicato oggi (14 Luglio 2016) su “Prima Pagina Reggio” relativo all’uscita sul Sentiero Nomadi del 19 Giugno scorso.

Buona lettura.

 

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