Primo piano

 

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Sabato 22 e Domenica 23 Giugno 2019

Dolomiti Gruppo Sella (BZ)

Vie Ferrate Schuster e delle Mesules

 

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A tutti i partecipanti , inviamo programma uscita di Sabato 22 e Domenica 23 giugno 2019:

Ferrata Schuster

Ferrata delle Mesules

Orario di Partenza:  Ore 7,00 di Sabato 22 giugno dal Piazzale della stazione di Novellara

Orario di rientro: ore 20,00 della Domenica 23 giugno.

Pernottamento con servizio mezza pensione al Rif. Valentini- Passo Sella (€ 65,00 a persona).

Per i pranzi prevedere pranzo al sacco.

Trovate qui di seguito alcune link relative alle due ferrate. Navigando potete comunque trovare tutte le informazioni che vi interessano.

Per coloro che avevano dato la loro adesione all’uscita chiediamo conferma di presenza entro Sabato 15 giugno. Per chi è in lista di attesa ci sentiamo all’inizio della prossima settimana per verificare i posti eventualmente disponibili.

https://www.vieferrate.it/pag-relazioni/trentino-alto-adige/98-sasso-piatto-lungo/194-oskar-schuster.html

https://www.ferrate365.it/vie-ferrate/ferrata-oskar-schuster-sassopiatto/

https://www.vieferrate.it/pag-relazioni/trentino-alto-adige/94-gruppo-sella/145-mesule.html

https://www.ferrate365.it/vie-ferrate/ferrata-mesules-piz-selva-sella/

 

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Dal Prossimo 30 Giugno 2019

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Dal prossimo 30 giugno il percorso del Cammina Italia 2019  entrerà nella nostra Regione. Trovate in allegato il programma  (dovrebbe essere definitivo) giorno per giorno del tratto emiliano. Chi fosse interessato a partecipare, anche a un solo tratto del percorso, è invitato a farlo sapere per una migliore organizzazione.

Sarebbe bello come Sottosezione prendere parte all’iniziativa anche solo per un breve tratto.

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29-30 giugno 2019

In tenda in Appennino

Bivacco Zambonini al Vallestrina

 

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Il nostro itinerario parte dalla vasta conca di Pian Vallese 1289 m dove lasceremo le macchine. Antico lago di origine glaciale, in millenni fu riempito e divenne una vasta torbiera, poi in gran parte prosciugata per allargare il pascolo. Ora una peschiera con ristorante agrituristico ha occupato il centro dell’area umida, che
lasciamo sulla destra. Ci incamminiamo lungo la pista forestale (utilizzata in inverno per lo sci di fondo) che conduce a Civago. Dopo circa trenta minuti di facile passeggiata incrociamo il sentiero 611 Pian del Monte-Passo di Vallestrina. Procediamo a destra sul sentiero, che sale dapprima gradualmente poi ripido il gradone morenico, al cui piede sgorgano diverse sorgenti, filtrate dall’accumulo di pietre e massi dovuto all’erosione dell’ultima fase glaciale e che termina con una ripida salita all’interno del bosco di faggi prima di sbucare nel bellissimo anfiteatro di origine glaciale sotto l’Alpe di Vallestrina. Sul limitare del bosco notiamo a sinistra il Bivacco Zambonini 1595, che raggiungiamo dopo circa 1 h di cammino, piccolo ricovero sempre aperto dedicato a un valligiano di Asta i cui compaesani tengono pulito e curato, inizialmente costruito negli anni ’60 per i pastori, poi in seguito restaurato e sistemato recentemente dalla nostra Sottosezione. Ci troviamo al fondo del perfetto e regolare anfiteatro di origine glaciale di Vallestrina, dominato a sinistra dalla vetta omonima, che si erge con fasce rocciose dell’unità geologica delle arenarie di M. Modino. Una volta raggiunto il bivacco provvederemo a montare le tende dove passeremo la notte e a preparare il necessario per la grigliata al chiaro di luna !! La domenica mattina, una volta smontate le tende, riprenderemo il nostro cammino verso il Passo di Vallestrina. Il sent. 611 risale al centro lo splendido anfiteatro fino a sbucare proprio sul Passo di Vallestrina 1797 m. Ci si affaccia sull’Alta Val Dolo, dominata dal massiccio del M. Prado. Volgendosi indietro sul circo glaciale notiamo sullo sfondo le radure delle Lame Matte e delle Lame Grasse, in fondo il resto della Val d’Asta chiusa dal M. Torricella e dalla sua bianca parete stratificata, a destra i monti gemelli Cisa e Prampa, a destra il M. Penna, poi la più profonda Val Dolo, e se c’è limpido in fondo Villaminozzo, poi il M. Valestra, e ancora la cerchia delle Alpi… Si imbocca il sent. 607 a destra e con una breve risalita raggiungiamo il secondo valico, anch’esso affacciato su un circo glaciale: il Passone 1850 m. Come si evince dal toponimo, fu sempre un valico importante per i collegamenti tra Val d’Asta e Garfagnana, nonostante la quota elevata. Vi convergevano infatti i territori e i pascoli di Febbio, Asta e Gazzano. Con la costruzione del rifugio Battisti negli anni ’20 iniziò ad avere una funzione escursionistica in estate ed alpinistica in inverno, tuttora assai frequentato. Con una breve deviazione a sx in circa 20’ raggiungiamo il Rifugio Battisti con il sent. 615, tornando poi al Passone e al Bivacco sullo stesso percorso nel primo pomeriggio. Per il rientro dal Bivacco procediamo a destra verso N (sent. 615A) prima in leggera salita poi con facile discesa fino al margine della faggeta in fondo al vallone dove incrociamo il sentiero 615e seguendolo, si guada il Fosso delle Tie a 1520 m c. (sorgente perenne nei pressi), in circa 30’ raggiungiamo il parcheggio di Pian Vallese.

Informazioni Utili

Difficoltà: E (escursionistico), non presenta difficoltà, uscita adatta anche ai bambini.

Dislivello: 300 m. dal Pian Vallese al Bivacco Zambonini. Dal Bivacco al Passo Vallestrina 200 m.(30’). Da Passo Vallestrina al Rifugio Battisti leggero saliscendi, senza strappi.

Tempo di percorrenza: Pian Vallese – Bivacco 1 h. Bivacco- Rif. Battisti 1h 20’. Ritorno Rif. Battisti – Bivacco 1 h Bivacco – Pian Vallese per Sent. 615A e 615circa 1 h. Pernottamento: in tenda e 3 posti in bivacco . Pranzo e cena: al sabato a mezzogiorno al sacco, la domenica al sacco o al Rif. Battisti. Per la grigliata di Sabato sera è previsto un contributo (bambini esclusi) in base al numero dei partecipanti per l’acquisto della carne da fare alla griglia. Partenza: ore 8.00 del sabato da P.zza Unità d’Italia a Novellara con mezzi propri Rientro previsto: per le ore 19.30 della Domenica. Abbigliamento: scarponcini da montagna, giacca impermeabile, occhiali da sole, pile, borraccia ,crema solare, pantaloni lunghi/corti, abbigliamento di ricambio,lampada frontale o pila, cappello ,ecc ecc….. per chi dorme in rifugio sacco lenzuolo o sacco a pelo.

NOTA: è molto importante sapere in anticipo chi ha a disposizione una tenda e se ha la possibilità d’ospitare anche altri partecipanti . Per questioni organizzative è necessario dare conferma di partecipazione entro Martedì 25 giugno 2019.

Per informazioni: Fabio Corradini 339-5353872 Per prenotazioni :Graziella Calzetti 347-1657696

Quota di partecipazione: Soci CAI € 10,00 Non soci CAI € 15,00 Bambini Soci CAI gratuito Bambini Non soci CAI € 5,00.

Per i non soci CAI è necessario avere conferma entro il Mercoledì precedente la data dell’uscita per poter effettuare l’assicurazione. Oltre questo termine non sarà più possibile procedere all’ iscrizione. L’ itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali,oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.

 

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29-30 Giugno 2019

Alpe di Siusi (BZ)

Uscita famiglie Rifugio

Bolzano e Rifugio Alpe di Tires 

 

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L’altopiano dello Sciliar fa parte del gruppo del Catinaccio, è un massiccio isolato formato in prevalenza da roccia di Dolomia. E’ incastonato tra le due cime di Punta Santer e Eurigner e le creste dei Denti di Terra Rossa (un antica scogliera corallina). La posizione dello Sciliar, con la sua cima più alta il Monte Pez 2563m, lo rende molto interessante per ammirare un panorama a 360°, tra cui il Latemar, Sasso Lungo, Marmolada, Odle, Gruppo del Brenta, Adamello. Di questa montagna si narrano affascinanti leggende di incontri tra streghe e fattucchiere, tanto da diventare l’immagine del logo e souvenir per i turisti.

1°giorno

Partenza dal parcheggio di Compatsch in direzione sud per il sentiero nr 10, il primo breve tratto è su strada asfaltata, dove poi sulla destra troviamo le indicazioni per un sentiero sterrato. Seguendo il sentiero nr 10 attraversiamo i pascoli dove a 1950m incontriamo una prima strada, proseguiamo oltre in discesa per arrivare ad una seconda strada con segnavia nr 5 a 1900m, giriamo a sinistra sempre in discesa dove dopo circa 15 minuti arriveremo alla Saltener Hutte per una breve sosta. In questo primo pezzo iniziale potremo decidere sul posto se approfittare di una vicina seggiovia che ci toglierebbe circa 200metri di dislivello. Dal rifugio Salterner proseguendo per il sentiero nr 5, a quota 1900m, si incrocia il sentiero nr 18(chiamato il sentiero dei turisti) dove si gira a sinistra e si sale su un percorso a zig-zag, da dove si può ammirare tutta l’Alpe di Siusi fino a raggiungere il ciglio dell’altopiano a 2350m, qui l’ambiente riorna ad essere più in falsopiano. Si prosegue quindi per il sentiero nr 1 e in circa 45 minuti si raggiunge il rifugio Bolzano2450m , una grossa e storica costruzione in pietra, simile a una casa di caccia, fu uno dei primi rifugi dell’Alto Adige. Dopo esserci riposati a dovere, nel pomeriggio per chi vuole si può facilmente salire in circa 20 minuti sulla vetta più alta, il monte Pez2563m, la cui cima è composta da un ammasso di blocchi di Dolomia su cui si trova una croce. Da qui si gode di un panorama a 360°di tutte le più alte vette dell’Alto Adige, oltre ad essere una posizione bellissima per ammirare l’alba……

2°giorno

Partenza dal rifugio Bolzano2450m, si ritorna sul sentiero nr 1 dell’andata dove si arriva al bivio con il sentiero nr 4, si gira a destra, da qui si attraversa tutto l’altopiano, in un ambiente detritico fatto di Sali scendi accompagnati da ometti di pietra che segnano il sentiero con la possibilità di avvistare marmotte, camosci, e l’aquila reale. Arrivati a quota 2650m proseguiamo per il sentiero numero 4 che gira ai piedi delle creste dei Denti di Terrarossa e scende sul versante dell’anfiteatro della Val Ciamin sino al bivio del sentiero del Buco dell’Orso. Da qui si prosegue sullo stesso sentiero per risalire sino al passo Alpe di Tires a 2440m, dove troviamo il rifugio omonimo con l’inconfondibile tetto rosso; situato su un pianoro tra la Val Ciamin e la Val Duron, al cui cospetto si può ammirare il massiccio del Molignon e le cime
del Principe. Dopo la sosta per il pranzo, si prende il sentiero nr 2 che in poco tempo arriva alla forcella dei denti di Terrarossa 2499m, circondata da molti pinnacoli, altro punto panoramico da dove si vede il Sassolungo, il Sassopoiatto, il Catinaccio sul versante della Val Duron. Ora il sentiero scende con diversi tornanti su un ripido canalone detritico, per arrivare ai primi prati di Punta d’Oro a quota 2200m. Da qui il sentiero scende tranquillo su pascoli e passando su alcune passerelle in legno che attraversano la palude di Ladinser si arriva all’albergo Panorama 2009m. Ora si scende per la strada con segnavia nr 7 in direzione di Compatsch1870m, raggiungendo il parcheggio dove ha termine l’escursione.

Informazioni Utili

DIFFICOLTA: E/EE (escursionismo, escursionisti esperti), i sentieri non presentano particolari difficoltà,ma occorre tenere presente per i bambini il dislivello del 1°giorno, e la lunghezza dei percorsi (anche se abbiamo opzione seggiovia per i più piccoli o per chi ne vuole usufruire).

DISLIVELLO: 1°giorno 740m in salita,150m in discesa (facoltativi 250m tra salita e discesa) 9 km;2° giorno 380m in salita, 940m in discesa 8 km.

TEMPI DI PERCORRENZA: 1°giorno 4h, 2° giorno 4h 30m. I tempi sono basati sul passo dei bambini.

PRANZO: a scelta nei rifugi o al sacco.

PERNOTTAMENTO: al rifugio Bolzano con servizio di mezza pensione. In rifugio è possibile acquistare il sacco lenzuolo a € 12,00. PREZZO: € 48,00 adulto socio CAI, € 58,00 non socio CAI. Bambini € 38,00 socio CAI, € 48,00 non socio CAI. Nel caso i bambini non facciano la mezza pensione: pernottamento e colazione € 16,00 socio CAI,€ 26,00 non socio CAI. Possono fare menu a scelta e questo viene pagato a parte.

ORARIO DI PARTENZA: 5,45 da piazza Unità d’Italia Novellara con mezzi propri, arriveremo al parcheggio di Compatsch sull’Alpe di Siusi alle 8,30 (la strada per salire è chiusa al traffico dalle 9,00 alle 17,00).

PREZZO PARCHEGGIO AUTO: € 18,00 ad auto.

RIENTRO PREVISTO: ore 20.00 della Domenica.

ABBIGLIAMENTO: EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO: è richiesto un abbigliamento da media montagna, scarponi, zaino, bastoncini, capo pesante, giacca impermeabile, lampada frontale, cappello invernale ed estivo, occhiali da sole, guanti, borraccia piena, sacco a pelo o sacco lenzuolo, creme protettive, ecc ecc…..

Per informazioni: Luca Magnani 347.7011705

Per prenotazioni: Graziella Calzetti 347.1657696

NB: chiusura iscrizioni tassativamente entro Sabato 22/06/2019.

Quota di partecipazione: Soci CAI €10,00 Non soci CAI €15,00 Bambini soci CAI gratuito, Bambini Non soci CAI € 5,00 Per i non soci CAI è necessario avere conferma entro il Mercoledì precedente la data dell’uscita per poter effettuare l’assicurazione. Oltre questo termine non sarà più possibile procedere all’ iscrizione.

 

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Mercoledì 3 Luglio 2019, ore 20,00

Paella & Sangria

Oratorio di Cognento (Campagnola E.)

 

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Anche quest’anno gli amici del Team Sculazzo organizzano la bella iniziativa  di solidarietà “Paella & Sangria”.

L’appuntamento è per Mercoledì 3 Luglio 2019 alle ore 20.00 presso l’Oratorio di Cognento.

Prenotarsi chiamando 328 7073628 (Tiziano) specificando CAI Novellara in modo da organizzare una tavolata “montanara”.

 

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Domenica 7 Luglio 2019

Val Gardena (BZ)

Alpe di Cisles e Rifugio Firenze

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Dal parcheggio sovrastante la località Daunei a Selva Gardena si prende il sentiero n. 3, ampio e sterrato, molto simile a una passeggiata attrezzata di panchine. Si sale con assoluta gradualità in direzione Nord e dopo circa 10 minuti si incontra una minuscola pozza, il Lac de Schutz. Il sentiero si snoda alla base Ovest del gruppo dello Stevia, molto bello per le sue cime che svettano ardite, in particolare la Torre Firenze del massiccio, il Montischela (m 2650). Dopo circa 20 minuti, salendo per ampio alpeggio ricco di belle baite che si estende in direzione Est, si raggiunge a quota 1905 la baita Juac. Si prosegue per un saliscendi fino a incontrare una strada sterrata ampia e ben segnata con segnavia 1, sulla cui sinistra scorre il rio Cisles. Si procede con assoluta facilità e si entra nella riserva di caccia della sezione di Santa Cristina, ben evidenziata da apposito cartello. Il bosco poco fitto apre squarci stupendi, specie sulla destra, dove la friabile dolomia dello Stevia accompagna il percorso lungo la Val di Cisles. Ci si trova agli estremi del Parco Naturale delle Puez-Odle e dopo circa 1 ora di cammino si raggiunge il Rifugio Firenze, a quota 2037. Costruito nel 1889 dalla sezione di Regensburg del DOAV è attualmente in consegna al CAI di Firenze. Dopo una breve sosta si riprende il cammino entrando nel Parco Puez-Odle; si segue il sentiero n 13, che attraversa la stupenda Alpe di Cisles e in direzione Nord conduce senza eccessivo sforzo verso le Odle, delle cui famose cime si vede il versante Sud, il Sass Rigais (m 3025) e la Gran Furchetta (m 3030). Il panorama è veramente degno di essere ammirato soprattutto in direzione Est verso la Val de la Roa, ampio pianoro chiuso a Sud dal Col de La Piers e a Nord dalla catena del Puez Gardenaz. Dopo circa 1 ora di cammino dal rifugio, con un sentiero facile e ben percorribile, si raggiunge a quota 2263 una diramazione, dove s’incrocia il sentiero 2B. Ci si trova pressochè alla base della Gran Odla. Da questo punto si segue a sinistra il sentiero per il Col di Coi, con un ulteriore tratta non impegnativo che conduce alla Malga Piera Longia (m 2297) dove ci fermeremo per la sosta pranzo. Proseguiremo poi il sentiero quasi pianeggiante e dopo ulteriori 40 minuti di cammino incroceremo il sentiero n 1. Si prosegue quindi a sinistra e si guadagna il rifugio Firenze l’anello escursionistico (rif. Firenze – malga Longia – rif. Firenze) si effettua in circa 2 ore complessive. Dal rif. Firenze, sullo stesso sentiero del mattino, si prosegue per il parcheggio di Daunei

Difficoltà: Fino al Rif. Firenze T; per il successivo tratto E / il percorsosi sviluppa su sentieri sterrati e strade forestali;

Tempo di percorrenza: 4h 30’ ore escluse le soste

Dislivello: 620 m; Lunghezza totale: km 12; Sentieri : segnaletica CAI n 3-13-2B-1;

Cartografia: TABACCO 05 1: 25.000 Val Gardena – Alpe di Siusi.

Informazioni Utili Abbigliamento: zaino, scarponi da escursionismo (no scarpe da ginnastica), giacca impermeabile, abbigliamento a strati adeguati alla stagione, cappello, bastoncini, borraccia; Pranzo : Alla malga Piera Longia o al sacco

Quota di partecipazione: Soci CAI € 5,00 Non soci CAI € 10,00 Orario di partenza: ore 05.30 Piazza Unità d’Italia – Novellara con mezzi propri Orario di arrivo: 0re 20.00

Per informazioni: Marzia Davolio 348.2701475 Per prenotazioni : Graziella Calzetti 347.1657696

Per i non soci CAI è necessario oltre alla conferma è necessario avere la data di nascita all’atto dell’iscrizione per poter effettuare l’assicurazione.
L’itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali, oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.

 

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Il luogo
Percorsa dal torrente Aurino, la Valle Aurina (Ahrntal) inizia dal punto più settentrionale del nostro Paese a breve distanza dalla Vetta d’Italia per scendere fino a Campo Tures da dove poi invece prende il nome di Valle di Tures (Tauferertal) fino a Brunico. Dalla Valle Aurina si diramano tre valli, anch’esse di grande fascino e dalle analoghe caratteristiche: la VALLE DI RIVA (Reintal), la VALLE DI RIOBIANCO (Weissenbachtal) e la VALLE SELVA DEI MOLINI (Mühlwaldertal), tutte accomunate alla principale dal fatto di essere valli chiuse.

La Valle di Riva si dirama da Campo Tures e termina a Riva di Tures, la Valle di Riobianco si sviluppa per soli 4 km da Lutago a Riobianco mentre la Valle Selva dei Molini si dirama da Molini di Tures attraversando il centro abitato di Lappago (1439 m), terminando dopo 19 km su stretta strada asfaltata, dove l’ultimo tratto è a pedaggio, al lago di Neves; ed è proprio dal Lago di Neves che ha inizio la nostra escursione.

Il percorso
1° giorno Dal Lago artificiale di Neves (m 1856), dalla sponda opposta al parcheggio, lungo il sentiero n° 26 in direzione ovest si risale all’interno di un breve tratto di bosco la bellissima valle a pascolo alternando grandi spiazzi prativi quasi pianeggianti a leggere risalite. Si costeggia e poi si attraversa il corso d’acqua originato dai nevai sovrastanti, in un ambiente ricco di fioriture. Il sentiero non presenta mai tratti ripidi e in modo omogeneo ci fa avvicinare senza alcun problema al Rifugio. Un ultimo piccolo nevaio da superare, con le soldanelle che fioriscono ai suoi lembi, e siamo arrivati al Rifugio Ponte di ghiaccio (m 2545), crocevia di itinerari, compresi quelli che portano ai ghiacciai, Per chi vuole nel pomeriggio, dopo una breve pausa per uno spuntino, si riparte in direzione nord/ovest su sentiero n° 1 in direzione Forcella Bassa di Punta Bianca (Untere Weißzint Scharte) (m 2928) da dove potremo ammirare a nord il Gran Pilastro (Hochfeiler) (m 3510), considerata una delle cime più belle e spettacolari della zona, e l’omonima Vedretta (Gliederferner). Da qui in breve si ripercorre il sentiero n° 1 tornando al Rifugio Ponte di ghiaccio per il pernottamento.

2°giorno L’Alta Via di Neves si snoda ai piedi del Gran Mesulé e della Punta Bianca; il percorso prevede la traversata che collega il Rif. Ponte di Ghiaccio al Rif. Porro lungo un itinerario avventuroso ed abbastanza lungo, parzialmente erboso e in parte lastricato che ci porterà ad assecondare con qualche saliscendi tutto il versante ovest della valle ai piedi delle vette imponenti delle Alpi dello Zillertal. Lungo il percorso incontreremo ai piedi della cima Muttenock, il bellissimo laghetto di Ursprungsee, alimentato dall’omonimo ghiacciaio. La vista panoramica è senza pari: Monti di Fundres, Lago di Neves e le Dolomiti a sud; Cima di Campo, Punta Bianca, Gran Mesulè sopra di noi. Arrivati al Rif. Porro è prevista una sosta per il pranzo (presso il Rifugio o al sacco); da qui su facile sentiero e poi su comoda mulattiera in circa un ora e mezza raggiungeremo nuovamente il parcheggio e le nostre auto.

Difficoltà: E con alcuni tratti EE Itinerario su sentieri, tracce di sentiero su roccia e, senza particolari difficoltà tecniche, ma con diversi tratti con sfasciumi. E’ richiesta predisposizione alle camminate di più ore.

Primo giorno Durata: 3,00 h circa Disivello salita: 685 m circa fino al Rifugio Ponte di ghiaccio, ulteriori 383 m per chi prosegue fino alla Forcella Bassa di Punta Bianca (salita 1h 15’ discesa 40’)

Secondo giorno Durata: 4,30 h circa Dislivello salita: 150 m circa Dislivello discesa: 800 m circa

Segnavia: Sentieri CAI 26,1,24. CART. TABACCO FOGLIO N°036 1:25.000

INFORMAZIONI UTILI

Equipaggiamento obbligatorio: zaino, scarponi da escursionismo, acqua (1,5 lt circa) e cibo per le soste/pranzo al sacco, giacca impermeabile adatta anche a temperature fresche, pile o maglione pesante, pantaloni da escursionismo, copricapo. Equipaggiamento consigliato: guanti, cuffia, occhiali da sole, bacchette.

Pranzo: è previsto pranzo al sacco il primo e il secondo giorno con possibilità, a scelta dei partecipanti, di pranzare ai Rifugi dove effettueremo la sosta.

Orario di partenza: ore 5.30 Novellara P.zza Unità d’Italia con mezzi propri;

Arrivo al parcheggio Lago di Neves: ore 9,30 (parcheggio a pagamento € 7,00 giorno)

Inizio escursione primo giorno: ore 10,00

Fine Escursione primo giorno: ore 16,30 (con salita alla Forcella)

Inizio escursione secondo giorno: ore 7,30

Fine Escursione secondo giorno: ore 17.00

Rientro previsto a Novellara: ore 21.00

Pernottamento: presso Rif. Ponte di ghiaccio con servizio mezza pensione per i soci CAI € 54,00 bevande escluse. Per i non soci CAI € 64,00 bevande escluse.

Per informazioni: Giordano Lusuardi 329.2330389

Per prenotazioni: Graziella Calzetti 347.1657696

Quote di partecipazione: Soci CAI € 10,00 Non Soci CAI 15,00

La quota NON COMPRENDE: il viaggio da e per la località di partenza; i pranzi e tutto quanto non espressamente indicato.

Per i non soci CAI è necessario avere conferma entro il mercoledì precedente la data dell’uscita per poter effettuare l’assicurazione. Oltre questo termine non sarà possibile procedere all’inscrizione. L’itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali, oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.

 

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Il luogo

Itinerario vario e suggestivo, che attraversa la Val Venegia e poi sale fino al Rifugio Mulaz. Il rifugio si trova ai piedi del monte omonimo, ed è una base di partenza o di transito per molte escursioni della zona. Il dislivello, non indifferente da salire, è ripagato da panorami di tutto rispetto, che si aprono e ampliano a mano a mano che si sale di quota. Il Monte Mulaz m 2906 è un “quasi tremila” isolato, situato nella parte settentrionale delle Pale di S. Martino, uno dei pochi raggiungibili con relativa facilità anche dall’escursionista che non possiede capacità alpinistiche. Il panorama a 360 gradi dalla cima è semplicemente grandioso.

Il percorso

1° giorno Dopo aver lasciato le macchine al parcheggio ci si avvia verso est per comoda strada bianca, che costeggia il Torrente Travignolo. Nei pressi di Malga Venegia (raggiungibile con breve digressione
a sinistra del sentiero principale) si procede tra pascoli verdeggianti con la vista sulle Pale di San Martino che cattura presto l’attenzione. Si procede, su pendenza appena percettibile, addentrandosi lungo la valle fino a giungere in vista di Malga Venegiota. Proseguendo per la forestale si trova un capanno in legno e, poco dopo, un bivio, dove si prende a sinistra e poco dopo un altro, dove si prende a destra. In entrambi i casi si seguono le indicazioni per il Sentiero Quinto Scalet e il Rifugio Mulaz. Si sale su pendenza modesta, dapprima in un bel bosco di conifere. La vista già si allarga un poco, abbracciando il Castellazzo e il Massiccio di Cima Bocche. Il sentiero attraversa, salendo con pendenze mai eccessive, prati e tratti più rocciosi aggirando via via verso destra le pareti rocciose del Monte Mulaz. Il Monte si palesa in alto quando si è risalita ormai buona parte del dislivello. La visuale si allarga verso la Val Venegia, Baita Segantini, il Castellazzo, la Catena dei Lagorai e oltre. Si risale ora nel vallone che porta verso Passo Mulaz su sentiero ghiaioso. Nell’ultimo tratto il sentiero passa sotto uno strampiombo roccioso e in breve raggiunge Passo Mulaz. Si traversa poi il fianco meridionale del Monte Mulaz e superato un bivio si raggiunge, dopo aver ridisceso una cinquantina di metri dal passo, il rifugio Volpi. Accattivante la vista sulle montagne che circondano il rifugio, tra cui il Gruppo del Focobon. Dopo la meritata sosta pranzo, per chi vuole, in dieci/quindici minuti di digressione verso nordest, si può raggiungere il Sasso degli Arduini, un piccolo ma significativo rilievo panoramico.

2°giorno In 5 minuti dal rifugio ci portiamo presso il passo e attacchiamo la faticosa rampata di sfasciumi, con tracce vaghe e sbiaditi bolli rossi qua e là. Arrivati in cima a circa 2800 metri di quota, il sentiero piega in costa verso nord est, lungo un costone ripido con tratti un po’ esposti. Si gira quindi sul lato nord e, con pendenza moderata, si arriva facilmente alla cima di m 2906, con la caratteristica “Croce con la campana”. Siamo così in vetta al Monte Mulaz! La vista è da urlo, uno dei più grandiosi panorami a 360 gradi nella zona dolomitica. Il tempo per le foto di rito e per goderci lo spettacolare panorama, bellissimo come sempre osservare l’ardito Passo delle Farangole m 2814, e iniziamo la discesa. Dalla cima del monte Mulaz si ridiscende sul sentiero 710 verso il Passo Mulaz 2619 metri s.l.m. arrivati al passo si prosegue sul sat 710 Baita Segantini Passo Rolle, dopo circa 1h40 si trova il bivio per la Val Venegia e in circa 40 minuti si arriva alla Malga Venegiotta. Arrivati alla Malga si può proseguire lungo un sentiero che segue il torrente Trevignolo, che si incrocia sulla strada sterrata sotto la Malga Venegia o continuare sulla strada sterrata per il parcheggio.

Difficoltà: E con alcuni tratti EE Itinerario su strade forestali, sentieri battuti e su roccia e, senza particolari difficoltà tecniche, ma con diversi tratti con sfasciumi. E’ richiesta predisposizione alle camminate di più ore.

Primo giorno Durata: 4,00 h circa

Dislivello salita: 800 m circa fino al Rifugio Volpi al Mulaz

Secondo giorno Durata: 5,00 h circa

Dislivello salita: 335 m circa

Dislivello discesa: 1130 m circa

Segnavia: Sentiero CAI 710. CART. TABACCO FOGLIO N°022 1:25.000

INFORMAZIONI UTILI

Equipaggiamento obbligatorio: zaino, scarponi da escursionismo, acqua (1,5 lt circa) e cibo per le soste/pranzo al sacco, giacca impermeabile adatta anche a temperature fresche, pile o maglione pesante, pantaloni da escursionismo, copricapo. Equipaggiamento consigliato: guanti, cuffia, occhiali da sole, bacchette.

Pranzo: è previsto pranzo al sacco il primo e il secondo giorno con possibilità, a scelta dei partecipanti, di pranzare ai Rifugi dove effettueremo la sosta.

Orario di partenza: ore 5.30 Novellara P.zza Unità d’Italia con mezzi propri

Arrivo al parcheggio della Val Venegia: ore 9,30

Inizio escursione primo giorno: ore 10,00

Fine Escursione primo giorno: ore 16,00 (con salita al Sasso degli Arduini)

Inizio escursione secondo giorno: ore 8,00

Fine Escursione secondo giorno: ore 17.00

Rientro previsto a Novellara: ore 21.00

Pernottamento: presso Rif. Volpi al Mulaz con servizio mezza pensione per i soci CAI € 45,00 bevande escluse. Per i non soci CAI € 55,00 bevande escluse.

Per informazioni: Giordano Lusuardi 329.2330389

Per prenotazioni: Graziella Calzetti 347.1657696

Quote di partecipazione: Soci CAI € 10,00 Non Soci CAI 15,00

La quota NON COMPRENDE: il viaggio da e per la località di partenza; i pranzi e tutto quanto non espressamente indicato.

Per i non soci CAI è necessario avere conferma entro il mercoledì precedente la data dell’uscita per poter effettuare l’assicurazione. Oltre questo termine non sarà possibile procedere all’inscrizione. L’itinerario potrà variare in relazione alle condizioni meteorologiche e ambientali, oltre che per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.

 

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USCITE FERRATE ALPINISTICHE 2019

Anche quest’anno abbiamo inserito diverse uscite su Vie Ferrate e Vie Alpinistiche a calendario.

Trovate qui di seguito il dettaglio con le date precise.

Essendo uscite a numero chiuso e avendo ricevuto già un notevole numero di adesioni invitiamo tutti coloro che fossero interessati a partecipare di darne comunicazione tempestivamente perché al raggiungimento del numero massimo le iscrizioni si intenderanno chiuse.

8 Giugno 2019                         Ferrata Pisetta  (Monte Piccolo Dain – Sarche)

22-23  Giugno  2019                 Ferrata Schuster e Mesules (Gruppo del Sella)

26-27-28 Luglio 2019               Polluce e Breithorn Occidentale (Monte Rosa)      

30 agosto-1 Settembre 2019 Ferrata Col Ombert e Punta Penia (Marmolada)

 

 

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A proposito di “Alla scoperta dei Tesori della nostra Terra” 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo queste splendide righe di Gaia, una giovane di Reggio Emilia, che ha partecipato alle 3 uscite dell’iniziativa organizzata dalla ns. Sottosezione.

Grazie mille Gaia.

“Sono una ragazza molto giovane, 20 anni, e i giornali li leggo su Internet. Quando però, un mese fa, mi capitò di prendere in mano il giornale cartaceo che ancora tutti i giorni mia nonna acquista, e di sfogliare le pagine fino ad arrivare a quel trafiletto sul Cai Novellara e le sue passeggiate alla scoperta dei tesori della Bassa reggiana, credo oggi si sia trattato di una felice coincidenza. Mi percepisco come una ragazza della mia età e del mio tempo, e proprio per questo vorrei consegnare un piccolo messaggio ai miei coetanei: siamo una generazione di sognatori, ma tanto nell’allegria quanto nelle difficoltà, non dimentichiamoci di sognare nel passato. Non permettiamoci di dimenticare le nostre radici, di ignorare la bellezza dei luoghi dove siamo nati e cresciuti, anche se distese di campi, canali e capannoni, magari nella calura estiva, magari nella nebbia invernale, non ci sembrano così attraenti; non chiudiamoci gli occhi all’immaginazione, non temiamo di prendere una carraia e vedere i campi coprirsi di boschi medievali, castelli aprirsi possenti sullo sfondo delle montagne lontane, Matilde e il suo seguito di cavalieri percorrere fieramente i loro feudi; assaporiamo la gioia di giungere presso una villa quasi nascosta, scrigno di tesori segreti, e immaginarci al seguito dei festanti nobili Gonzaga, quei Gonzaga che vivono in noi, nella nostra storia e soprattutto nel nostro futuro.

La bellezza di uno sguardo nel passato, del coraggio di scoprire il fascino dei nostri luoghi apparentemente così scontati, non la si può mettere su Instagram.

Ma la si mette nel cuore, e la si porta con sé per una vita.

Gaia”

Inviato da iPhone

 

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Articolo pubblicato su la “Gazzetta di Reggio”

Articolo pubblicato oggi (03/04/2019) su La Gazzetta di Reggio relativo all’iniziativa di pulizia del sentiero CAI 608 di domenica scorsa.

Buona lettura.

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Articoli su Carlino e Montagne 360

Articoli pubblicati sulla pagina de Il Resto del Carlino di Oggi (14/03/2019) e sull’inserto CAI Online della rivista mensile del CAI Montagne 360.

Buona lettura.

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